Avrebbe perseguitato un parlamentare, scattano i domiciliari

Redazione

Avrebbe perseguitato un parlamentare, scattano i domiciliari

sabato 20 Giugno 2026 - 16:42

Atti persecutori nei confronti del parlamentare Tommaso Calderone: con quest’accusa il Gip del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto ha disposto l’arresto ai domiciliari con l’obbligo dal braccialetto elettronico e divieto dell’uso di device informatici, Aurelio Coppolino, già dirigente sportivo e diventato negli ultimi mesi un opinionista sui Social.

L’ordine di arresto sarebbe stato notificato a Coppolino in Costa Smeralda, dove si trovava in vacanza. Eppure, nei mesi scorsi aveva detto di non avere una vita per nulla agita, dopo le denunce presentate e i presunti “soprusi” subiti per le vicende riconducibili al mondo del basket.

Aurelio Coppolino, di Barcellona Pozzo di Gotto, è stato un valente dirigente sportivo nella sua città, a Capo d’Orlando e poi in Calabria, prima di ingaggiare un braccio di ferro con la giustizia per denunce da lui presentate per presunti “torti” subiti.

La notizia dell’arresto è stata data dal suo ex legale, Giuseppe Sottile, oggi assessore della giunta Scolaro nella città del Longano. Sottile ha rimesso in piena campagna elettorale il mandato difensivo.

Nel mirino delle dirette Social tenute da Aurelio Coppolino sono finiti diversi personaggi pubblici, come magistrati e politici, riconducibili tutti al centro-destra. Dirette che hanno avuto una certo eco per i contenuti forti: Coppolino si è spinto nell’affermare che Tommaso Calderone fosse un mafioso. Decine di dirette mai cessate nonostante il sequestro il profilo Fb di Coppolino. Ma nel mirino di Coppolino sono finiti anche l’avvocato Giuseppe Lo Presti, spesso tirato in ballo con il parlamentare regionale, Pino Galluzzo. Accuse anche nei confronti di magistrati: definiti anche loro mafiosi.

Adesso la Procura dovrà fare ulteriori approfondimenti per verificare se dietro la condotta di Aurelio Coppolino, sfociata oggi nell’arresto, vi possano essere dei presunti “mandanti” o collegamenti con ambienti politici locali.

Intanto, dopo il sequestro dei telefoni, computer, chiavette e hard-disk, qualcuno comincia a “tremare”.

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