La legge regionale n. 7 del 1992, all’articolo 1 (comma 2), parla chiaro: il termine per nominare la giunta dal sindaco eletto, deve essere contenuto nei 10 giorni successivi alla sua proclamazione.
Federico Basile a 14 giorni dalla sua proclamazione non ha ancora nominato la sua giunta municipale, fatta eccezione per i 6 assessori indicati all’atto della presentazione delle liste. La giunta ad oggi non si è mai riunita per delibera.
Il ritardo nella nomina degli assessori che andranno a completare la giunta municipale è legato alla mancata proclamazione degli eletti in seno al Consiglio comunale. L’Ufficio centrale elettorale sta ancora procedendo alla verifica dei voti di preferenza riportati dai singoli candidati e le operazioni potrebbero concludersi la prossima settimana. Questo allungherebbe ulteriormente i tempi per il completamento dalla squadra assessoriale.
Le bocche da sfamare (politicamente)
Perché questo ritardo?
I candidati al Consiglio comunale rimasti fuori dai giochi aspettano con trepidazione una nomina politica. Le bocche da sfamare politicamente sono tantissime e allora si attende la certezza degli eletti per dare inizio al risiko politico. Assessori indicati che si dimettono ed ex consiglieri non eletti che contano nel ripescaggio. Ma per fare tutto questo è necessario avere il “bilancio”. Poi ci sono le nomine in seno alle 7 Partecipate comunali (3 componenti del Cda, oltre ai direttori generali e componenti del collegio sindacale).
Tensioni in seno a Sud chiama Nord
Voci di corridoio riferiscono di tensioni all’interno del Partito di Cateno De Luca: l’esercito degli scontenti è consistente e l’attesa sta creando tanto nervosismo. Anche perché gli inoccupati della politica da marzo sono senza stipendio e non vedono l’ora di tornare ad occupare un posto in uno degli Enti di sottogoverno.
Cosa rischia Basile?
La legge pone un limite perentorio di 10 giorni, poi scattano le procedure per la violazione di legge. Una di queste prevede in prima battuta un richiamo formale da parte dell’Assessorato regionale alle Autonomie locali, cui ne può seguire un altro in caso di inadempimento. Se il nodo della giunta municipale non venisse ancora sciolto c’è la possibilità che la Regione possa avviare le procedure di commissariamento di Palazzo Zanca. Ma si tratta di quella che viene definita “estrema ratio”.

