Marcello Scurria ha parlato di elezioni drogate, limitandosi a un’espressione molto tenera. In realtà le elezioni sono state fortemente condizionate da una campagna elettorale iniziata un anno prima. Il sindaco uscente con i suoi “sodali” ha preparato nei minimi dettagli un’elezione che l’avrebbe portato a un successo certo. Lo dimostra la messe di voti che è confluita sul nome del sindaco dimissionario con proporzioni mai viste a Messina, nemmeno quando la città era in pugno al pentapartito.
Il dopo elezioni è comunque quello che presenta le maggiori insidie e lo dimostra il fatto che a dieci giorni dalla proclamazione del primo cittadino, ancora oggi non è stata nominata la giunta municipale. E non sarà completata la composizione prima della proclamazione degli eletti.
Oltre mille candidati, dei quali solo una ventina eletti lasciano molte persone con la bocca all’asciutto. Da candidati a “questuanti” di un incarico, in attesa di un posticino che tarda ad arrivare. E sale la tensione in casa “Sud chiama Nord”, dove i vertici guidati dallo “Sciamano del Nisi” si stanno scervellando per posizionare i propri uomini, anche sulla base del risultato elettorale.
Le bocce da sfamare – si tratta di una metafora politica – sono tantissime. Impossibile accontentare tutti, e allora molti saliranno sull’Aventino…
D. Gam.

