L’unica certezza è che Federico Basile abbia stravinto le elezioni amministrative di Messina. Non è certo, invece, quanto rimarrà in carica.
Ipotesi ricorso
Ciò che rende incerta la durata in carica del sindaco di Messina è il vulnus delle firme a supporto delle 15 liste presentate. Un problema che potrebbe rendere incerta la stessa validità delle elezioni. L’ombra di un ricorso aleggia in città e non è escluso che qualcuno possa ricorrere alla giustizia amministrativa, al fine di invalidare le elezioni. Una variabile che va tenuta in debita considerazione perché è certo (siamo a Messina), che un elettore cittadino possa adire le vie giudiziarie. In caso di soccombenza da parte di Basile, Messina tornerà al voto con molta probabilità ad autunno 2027, dopo un lungo commissariamento. Ma qui siamo nel campo delle ipotesi.
Dimissioni anticipate
L’altra variabile è determinata dai precedenti politici. Le ultime due sinsacature (De Luca e poi Basile), sono state caratterizzate da dimissioni anticipate del sindaco. Una ipotesi che non va scartata e che potrebbe sancire la fine anticipata della consiliatura. Quando De Luca decide di staccare la spina, come avvenuto lo scorso febbraio, non è da escludere che Basile possa chinare il capo per i desiderata dello “Sciamano del Nisi”.
Il centrodestra: niente ricorso
Tornando al tema del ricorso amministrativo, il candidato sindaco del centrodestra, Marcello Scurria, ha già dichiarato che non ricorrerà alla giustizia amministrativa sebbene vi siano valide motivazioni per farlo. Scurria si chiama, quindi, fuori dalla mischia ma ha già annunciato che svolgerà con estremo rigore il ruolo di consigliere comunale. Lo scranno del miglior perdente alla carica sindaco va infatti al candidato del centrodestra che guiderà l’opposizione in aula consiliare.
D. Gam.

