Elezioni: il fattore-D (voto disgiunto)

Redazione

Elezioni: il fattore-D (voto disgiunto)

lunedì 18 Maggio 2026 - 09:41

L’analisi del voto del 24 e 25 maggio prossimi non può prescindere dalla comparazione con i risultati elettorali del 2022, quando Federico Basile venne eletto sindaco grazie al voto disgiunto. Quello che, in vista delle prossime consultazioni elettorali, diventa un fattore determinante. Non fosse altro perché il numero spropositato di liste potrebbe rappresentare una scelta errata. Infatti, maggiore è il numero dei candidati al consiglio comunale per uno schieramento e più alta è la possibilità di un possibile voto disgiunto.

Il voto disgiunto è possibile

Sgombriamo, intanto, il campo dalla fake news che circola in questi giorni a Messina, tendente solo a condizionare l’espressione libera del voto. Il voto disgiunto è possibile, lo prevede la legge e nessuno voto disgiunto potrà mai essere annullato. In buona sostanza, l’elettore può votare il candidato al Consiglio comunale di una coalizione e, contemporaneamente, sceglie un candidato sindaco diverso.

Il voto del 2022 premiò Basile

Il voto disgiunto premiò l’allora candidato Federico Basile a scapito del concorrente Maurizio Croce della coalizione di centrodestra. Il primo ottenne 44.937 voti di preferenza con una percentuale del 45,5%. Conquistando un +5% rispetto alla sua coalizione che si fermò a 36.904 voti (39,7%). Uno scatto in avanti rispetto alle liste di appoggio per le quali scattarono 20 seggi grazie al premio di maggioranza. Tre le liste a staccare il pass dei seggi rispetto alle 9. Ovvero “Basile sindaco”, 11 seggi (17,6%), “Con De Luca per Basile” 6 seggi (9,6%) e “Prima l’Italia” 3 seggi (5,4%), tutte le altre andarono sotto il 5%.

Il disgiunto condannò Croce

Il candidato del centrodestra venne condannato dal voto disgiunto. Maurizio Croce ottenne 27.416 voti (27,7%), oltre 5mila in meno rispetto alla coalizione d’appoggio costituita da 8 liste (32.667 voti con una percentuale del 35,2), delle quali tre a seggio con 8 consiglieri eletti. Praticamente, gli elettori del centrodestra condannarono Croce preferendo Basile, il quale si è ritrovato una manna dal cielo costituita dai voti provenienti da uno schieramento opposto.

Balzo in avanti di De Domenico

Il voto disgiunto ha “premiato” anche se minimamente il candidato del centrosinistra, Franco De Domenico (22.593 voti con una percentuale del 22,9), ottenendo un +0,7 sulle 4 liste d’appoggio (20.667 voti, 22,2%), due delle quali andate a seggio (4 per l’esattezza).

Lo scenario del 2026

Se quattro anni fa Federico Basile, come detto, è stato premiato dal voto disgiunto, oggi potrebbe verificarsi una situazione diametralmente opposta. Il voto separato, infatti, potrebbe rappresentare una variabile preoccupante per il sindaco uscente. Il numero delle liste e quindi dei candidati – secondo un calcolo probabilistico – potrebbe determinare un flusso di voti diretti ad altri candidati. Da cosa lo si evince? Dal fatto che molti dei candidati di altri schieramenti hanno scelto le liste a supporto di Basile, come un “taxi elettorali”, al fine di essere eletti. E poi c’è la variabile dei numerosi candidati (oltre mille), scelti senza criteri di appartenenza politica, i cui elettori nell’urna potrebbero votare per il parente in corsa con Basile e scegliere un sindaco diverso.

D. Gam.

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