“Marcello Scurria continua a parlare di campagna elettorale squilibrata, ma la realtà è sotto gli occhi di tutti: il vero squilibrio è il suo, politico.
Da settimane assistiamo ad una escalation continua di accuse, insinuazioni, conferenze stampa e ricorsi annunciati come scandali clamorosi e poi puntualmente smentiti dai fatti e dagli organi competenti.
Il 2 marzo Scurria gridava all’illegittimità delle nomine degli amministratori unici delle società partecipate. Risultato? Il Commissario non ha ritenuto nemmeno di prenderlo in considerazione.
Il 26 aprile ha tentato di montare il caso firme sulle liste a sostegno della candidatura di Federico Basile. Il 29 aprile conferenze stampa, accuse e toni da emergenza democratica.
Poi però a distanza di poche ore la Commissione elettorale ha ammesso tutte le liste a sostegno di Federico Basile.
E ancora: l’8 maggio il TAR di Catania ha respinto anche i ricorsi presentati contro le elezioni amministrative sulla questione delle dimissioni.
Una sequenza impressionante di accuse finite nel nulla. A questo punto i cittadini possono trarre serenamente le proprie conclusioni.
Noi continuiamo a confrontarci sui programmi, sui risultati raggiunti e sulla visione della città. Altri sembrano vivere esclusivamente di polemiche, sospetti e campagne costruite contro qualcuno anziché per Messina.
La differenza è tutta qui: noi abbiamo mantenuto una linea politica chiara e coerente. Scurria, invece, in trent’anni, ha cambiato posizioni e riferimenti politici con una facilità che oggi rende davvero difficile comprendere quale sia la sua reale collocazione, se non quella della polemica permanente.”

