Altro che “cassaforte della politica”, qui siamo di fronte a un “forziere della politica” per dirla con Cateno De Luca, il leader di “Sud chiama Nord”. Stiamo parlando della Messina Social City, la Partecipata del Comune di Messina che da dicembre ad aprile ha sfornato una quantità impressionante di incarichi e affidato appalti in via diretta a soggetti ed aziende messinesi.
Sull’argomento ci torniamo in maniera dettagliata con un articolo che dà il senso della misura dell’attivismo della Partecipata comunale, ormai diventata una multiservizi con ampia disponibilità di cassa. Le entrare della Social city derivano soprattutto da linee di finanziamento comunitari che Palazzo Zanca ha “girato” a quello che si è trasformato in un autentico “forziere della politica”.
Quando Cateno De Luca urlava dal palco di piazza del Popolo, in occasione delle amministrative 2018, “Le Partecipate sono il bancomat della politica”, lo diceva con la consapevolezza che le stesse avrebbero fatto la fortuna della politica.
Tant’è che non he la ridotte, come aveva promesso, ma le ha aumentate a dismisura e sono entrate a pieno regime con distribuzione di incarichi a pioggia.
Scorrendo l’albo pretorio della Social City balzano agli occhi gli affidamenti diretti (senza gara d’appalto), perché inferiori ai 140mila euro, a soggetti e soggetti giuridici riferibili ad attuali candidati a sostegno delle liste Federico Basile.
Da notare l’attivismo degli uffici amministrativi nei mesi di gennaio, febbraio e marzo 2026, quando sono state firmate dal direttore generale numerose determine con importanti impegni di spesa.
D. Gam.

