L’analisi di quello che sta accadendo per le liste-foticopia di “Sud chiama Nord” non può prescindere da una sola parola: inganno. O se volete tentativo di raggiro della buonafede di chi è chiamato ad esprimere il voto. L’elettore in prima battuta che il 24 e 25 maggio prossini dovrà recarsi alle urne per scegliere la nuova guida politica della città di Messina, dopo le dimissioni anticipate di Federico Basile.
Il segretario provinciale del Pd messinese, Armando Hyerace, ieri con una nota ha posto l’accento proprio sui “trucchetti” finalizzati, se non corretti preventivamente dalla Commissione elettorale, ad orientare l’espressione democratica del voto.
Espedienti posti in essere da Cateno De Luca, la vera mente di questa operazione, il quale sta tentando in tutti i modi di riconquistare attraverso Basile il potere in questa città. Diventata, purtroppo, una colonia.
Ma quelli che oggi rischiano di essere realmente “truffati” (politicamente, sia chiaro), sono i candidati che hanno creduto di poter ambire ad uno scranno a Palazzo Zanca ma che oggi si trovano come “color che sono sospesi” nell’inferno di Cateno De Luca.
Davide Gambale

