La compagnia porta in scena una storia amatissima, quella che intreccia il destino del poeta Pablo Neruda con quello di Mario Ruoppolo, il postino che impara a dare voce al proprio mondo grazie alla poesia. L’adattamento firmato da Giuseppe Cultrera propone una prospettiva fresca e rispettosa, mettendo al centro la forza evocativa della parola e la sua capacità di creare collegamenti tra realtà distanti
Il cuore dello spettacolo è il legame che nasce tra il grande poeta cileno, costretto all’esilio, e un uomo comune incaricato di consegnargli la posta. Attraverso questo incontro, la scena indaga la poesia non come esercizio intellettuale, ma come strumento per leggere ciò che ci circonda, riconoscere le emozioni e trasformare se stessi. Il percorso di Mario diventa così il racconto di una crescita: da uomo timido e riservato a individuo consapevole, grazie all’amicizia con Neruda e alla scoperta del potere delle metafore. La regia anche questa volta è firmata da Giuseppe Pollicina, che sceglie una regia dal respiro intimo, costruita su silenzi, sguardi e piccoli gesti capaci di raccontare ciò che le parole non dicono. La sua direzione privilegia la delicatezza del rapporto tra i protagonisti, lasciando che il pubblico entri lentamente nella loro dimensione emotiva.
A incarnare i due poli di questa storia sono Giuseppe Cultrera, che presta voce e presenza a Pablo Neruda, e Nino Catanese, interprete di un Mario Ruoppolo ingenuo, curioso e in continua trasformazione. Accanto a loro, Giulia Andriolo dà vita a Beatrice, figura luminosa che attraversa il percorso del giovane postino.
Il cast inoltre comprende:
- Sergio Lupo nel ruolo di Melo
- Gaetano Andriolo nel ruolo del Baruni
- Silvana Salvadore nei panni di Rosita
- Giusy Mirabile nel ruolo di Donna Rusina
- Vanessa Maio nel ruolo di Ninetta
- Claudio Bucca nel ruolo di Don Tanu
- Noemi Otera nel ruolo di Sara
- Antonio Sergente nei panni di Padre Minicu
- Gaetano Andriolo Jr. nei panni di Pablito
La dimensione musicale dello spettacolo è affidata alla musica dal vivo: con Salvatore Torre alla chitarra, Anastasia Bucca alla fisarmonica e con loro a completare il quadro, gli interventi vocali del duo Onde Sonike,
L’intera produzione si configura anche come un omaggio affettuoso a Massimo Troisi, la cui sensibilità artistica continua a ispirare chi porta questa storia sul palco.

