La Seconda sezione della Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto dalla Procura europea contro il provvedimento del Tribunale di Catania che aveva annullato un decreto di sequestro preventivo per anche per equivalente nei confronti della ditta Maria Teresa Leanza di Cesaro.
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Si chiude con questo importante risultato la vicenda cautelare.
“Le argomentazioni adottate dal Tribunale della libertà di Catania erano insuperabili. Avevamo documentato, avuto riguardo alla normativa comunitaria di riferimento che la stessa era inapplicabile poichè entrata in vigore in data successiva alle condotte ascrivibili alla mia assistita. A ciò si aggiunga che abbiamo fornito prova documentale – proveniente da altro connesso processo penale – che contrariamente a quanto sostenuto dalla Procura europea gli allevamenti della ditta Leanza Maria Teresa erano stati condotti al pascolo nei terreni in cui in modo apodittico si era prospettato il mancato pascolamento. L’auspicio è che le azioni investigative colpiscano esclusivamente coloro che pongono in essere condotte penalmente rilevanti, e non nuclei aziendali/familiari del tutto sani, come quello della mia Assistita”.
Argomenta così l’avvocato Nino Cacia, legale di fiducia della ditta Leanza.

