Ci saranno anche candidati “forestieri” che giungono soprattutto dalla riviera dello Jonio. Cateno De Luca ha mobilitato le truppe perché teme che Federico Basile possa perdere le amministrative di maggio. Le avvisaglie ci sono dal momento che il nome di Marcello Scurria, in questo avvio di campagna elettorale, comincia a girare con una certa insistenza negli ambienti in cui il gruppo-De Luca ha sempre attinto a mani piene.
E allora per cercare di “drogare” l’esito della competizione elettorale ecco spuntare una sorta di “concorsone” per palazzo Zanca. Mille candidati per appena 20 posti da consigliere comunale e una quindicina nei consigli di quartiere.
Cateno De Liuca chiama alle “armi” i suoi e lo fa con lo stile che l’ha sempre contraddistinta: ovvero basata su una narrazione comunicativa distorta.
“Vogliono riprendersi il potere in mano e noi dobbiamo fermarli”. Peccato che l’ultima votazione che ha visto eleggere un sindaco espressione dei partiti politici risale al 2008. Dal 2012 la politica non tocca palla a Messina e le cose non è che siano migliorate. Al di là dell’ordinario che viene “spacciato” come straordinarie imprese, ci sono dati che fanno pensare e che bocciano in primis Cateno De Luca e il suo successore Federico Basile. Parliamo di occupazione e di giovani: tasso di disoccupazione alle stelle e quasi 28mila giovani letteralmente scappati da Messina.
Eppure, l’ex assessora Carlotta Previti aveva lasciato un progetto che avrebbe trasformato Messina in una sorta di “Silicon Valley”, con la creazione del più grande Polo tecnologico del Mediterraneo. Sono stati però capaci di perdere i 71mln di finanziamento. Basile&C. sono stati distratti da sagre, balletti e concerti. Eventi che si devono fare, sia chiaro, ma che non creano sviluppo.
Oggi, intanto, al Palacultura si presentano le prime dieci liste dell’esercito di Cateno De Luca. Appello rivolto a poveri illusi che pensano di essere eletti al Consiglio comunale ma non hanno fatto i conti che le strategie scienfiche dello “Sciamano del Nisi” che già sa chi dovrà andare a Palazzo Zanca. Da un lato gli eletti, dall’altro i “numeri” di chi crede in una “finta” rivoluzione. Numeri che consentiranno ai componenti del “Cerchio magico” di tornare ad occupare i posti lautamente retribuiti. Per buona pace della signora Maria (nome di fantasia), che si affanna a mettere like alle dirette Social dello “Sciamano”. Come cambiano i tempi, un tempo le massaie guardavo Dallas, oggi Cateno De Luca.
D. Gam.

