La “Eden Beach Club”, ancora oggi risulta inattiva agli uffici della Camera di Commercio, ma gode di un capitale interamente versato da 1 mln di euro. La prima notizia è questa: società inattiva benché costituita ad ottobre 2024. Srl molto attiva, invece, negli uffici pubblici (ma su questo faremo altri articoli)
Torniamo, quindi, ad occuparci della vicenda che ha scatenato una incomprensibile rabbiosa reazione del sindaco di Taormina, Cateno De Luca, perché la Srl in questione risulta di proprietà al 98% del figlio, mentre il restante 2% lo condividono un giovane residente a Fiumedinisi e il Caf Fenapi Srl, con sede a Roma.
Nell’articolo abbiamo elogiato l’intraprendenza del “rampollo” di casa De Luca, sottolineando il coraggio di un giovane che ha deciso di investire nella sua terra. Al contrario, di un esercito di giovani (quasi 28mila dal 2018 al 2024), che invece sono stati costretti a lasciare Messina alla ricerca di un posto di lavoro.
Giovani che evidentemente non hanno genitori facoltosi da poterli sostenere nelle scelte imprenditoriali.
Come si ricorderà, la “Eden Beach Club” ha come oggetto sociale la gestione di lidi balneari e strutture ricettive in genere, ma il suo raggio di azione – come emerge dall’atto costitutivo – si estende anche alla comunicazione e all’edizione di giornali.
Da un’attenta lettura delle carte – di cui siamo in possesso perché si tratta di atti pubblici – emerge che inizialmente la Srl è stata costituita con un capitale sociale di appena 10mila euro, esattamente ad ottobre 2024, mentre a febbraio dell’anno successivo, presso il notaio Sebastiano Micali, con studio a Mascali, in provincia di Catania, è stato sottoscritto l’aumento di capitale a 1 mln di euro e la contestuale ingresso di due nuovi soci.
I soldi, come ha scritto sulla sua pagina Social da Cateno De Luca, li ha dati lui personalmente al figlio, al fine di coltivare questo suo sogno di realizzare un’impresa. Tutto legittimo, sia chiaro, ma c’è da porre qualche domanda allo stesso Cateno De Luca (trattandosi di personaggio pubblico), tenuto conto che dagli atti in nostro possesso (atto costituivo e atto di aumento di capitale), non emerge un documento che riteniamo essere importante ai fini della trasparenza di un personaggio attivamente impegnato nella campagna elettorale. Ovvero, la certificazione attestante la tracciabilità delle risorse. Con questo non vogliamo sollevare dubbi sulla provenienza, sia chiaro. Siamo certi, come accade in casi del genere, che il notaio abbia fatto la segnalazione alle autorità competenti, trattandosi di una importante somma di denaro.
Tenuto conto che Cateno De Luca, come detto, è un personaggio pubblico e come tale, da un punto di vista etico, deve essere trasparente agli occhi dei cittadini che gli danno la fiducia (lui stesso pone delle domande al candidato sindaco di Messina, Marcello Scurria), gli chiediamo che vengano mostrati i seguenti documenti:
– Certificazione della tracciabilità dei fondi trasferiti al figlio Gabriele;
– Atto notarile di donazione dei soldi al figlio.
Siamo certi che Cateno De Luca, persona trasparente per il ruolo politico-istituzionale che ricopre, non avrà alcuna difficoltà ad esibire questi documenti.
D. Gam.

