Il primo atto del commissario del Comune di Messina dovrà essere quello di annullamento delle nomine dei vertici delle Partecipate comunali. Lo spiega il candidato sindaco del centrodestra, Marcello Scurria, al sindaco Federico Basile che ieri l’aveva invitato a studiare. In effetti, Scurria dall’alto della sua esperienza amministrativa ha illustrato le motivazioni dell’inefficacia delle nomine, codice alla mano. E poi c’è da aggiungere che anche gli studenti del Commerciale sanno che un “Atto amministrativo, benché illegittimo, produce la sua efficacia fino a che non viene annullato da un atto successivo”. Parliamo del regolamento approvato (illegittimamente dal sindaco Accorinti), sulle nomine fiduciarie. I regolamenti comunali secondo il TUEL (Testo unico Enti locali), li approvano i consigli comunali e non il sindaco. Il regolamento approvato da Accorinti è illegittimo, ma con quell’atto amministrativo il sindaco Basile ha nominato i vertici delle Partecipate, ricorrendo a un bando e quindi a una selezione pubblica. Poi la scelta è stata discrezionale, altrimenti non avremmo avuto alla guida della MessinaServizi, Maria Grazia Interdonato, un profilo professionale facilmente superabile. Ricordiamo che la Interdonato ha svolto prevalentemente nella sua vita la segretaria d’azienda, poi impiegata in un negozio di telefonia, mentre qualche anno addietro (in età non più giovanile), ha conseguito la laurea triennale in Economia.
Ma andiamo alla nota di Scurria.
“Capisco il nervosismo di chi pensava di poter continuare ad occupare le partecipate manu militari e scopre che l’operazione di sostituzione dei cosiddetti vertici, dimissionati per partecipare alla campagna elettorale, è sbagliata e illegittima.
Le giustificazioni postume sono risibili”. Lo dichiara Marcello Scurria con riferimento alle nomine degli amministratori unici delle società partecipate da parte del sindaco uscente Federico Basile. “Per 8 anni – specifica il candidato di centrodestra – le nomine sono state sempre precedute, come previste dal Regolamento, dagli avvisi pubblici. Sempre! Questa volta e, solo questa volta, no! La giustificazione? Il Regolamento è stato approvato dal Sindaco e non dal Consiglio comunale. Il candidato del partito monocratico mi suggerisce di studiare. Grazie per l’invito, dott. Basile! Se avesse studiato lei, o chi le suggerisce le dichiazioni, avrebbe imparato un principio fondamentale del nostro ordinamento. Un atto amministrativo anche se illegittimo e quindi annullabile (e non è questo il caso), rimane efficace e produce i suoi effetti finché non viene rimosso con un provvedimento di annullamento (in autotutela o giurisdizionale). Il Regolamento è vigente! Addirittura, è richiamato nei provvedimenti, illegittimi, di nomina di tutti gli amministratori unici nuovi. Semplice!
Anche l’altra giustificazione postuma è risibile.Non c’è stato il tempo per pubblicare l’Avviso e, quindi, le nomine sono state fatte in via d’urgenza o, meglio, in fretta e furia. Nei decreti di nomina il Sindaco dichiara che le dimissioni erano state presentate il 15 febbraio. Quindi, aveva disposizione 12 giorni. In ogni caso, come prevede il Regolamento comunale, non v’è traccia di alcuna motivazione nei provvedimenti. E questo, senza scomodare i principi di trasparenza e buona amministrazione, potrebbe bastare. Resta da aggiungere che i Giudici amministrativi si sono già pronunciati sull’impossibilità del Sindaco di disattendere il Regolamento comunale. Con provvedimento n. 989 del 2008, il TAR di Catania ha annullato la designazione e nomina di amministratori di partecipate comunali. Il provvedimento è agli atti del Comune di Messina. Il motivo? L’omessa pubblicazione dell’Avviso pubblico propedeutico ad acquisire i curricula degli eventuali candidati. Aspettiamo il Commissario straordinario per chiedere il ripristino della legalità – conclude Scurria – ora che rispondi Basile? Anzi, rispondi tu o IDDU?”

