Articolo 21: “Per ciascuno degli esercizi finanziari 2025, 2026 e 2027 è concesso un contributo straordinario di 300mila euro al Comune di Fiumedinisi, soggetto ospitante la sede dell’ente gestore della Riserva Naturale “Fiumedinisi e Monte Scuderi, da destinare alla copertura delle spese correnti”.
Trecento mila euro all’anno, fanno 900mila in tre. Una “manna” che cade dal cielo grazie al maxi emendamento alla legge di stabilità regionale, del 27 e 28 dicembre 2024. L’emendamento alla legge n. 832, cui sono stati aggiunti numerosi articoli che fanno parte delle cosiddette “mancette” dei parlamentari regionali.
Cateno De Luca, dopo avere stretto il patto di ferro con il presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno, oggi caduto in bassa fortuna per l’inchiesta che lo vede indagato con la pesante accusa di corruzione, ha chiesto ed ottenuto “fiumi di soldi” per la sua Fiumedinisi, ma anche per i comuni amministrati da sindaci vicini al suo movimento politico. Soldi a pioggia che ha Regione ha destinato a Comuni per acquisti di beni di servizio, ma anche per attività di promozione turistica o marketing territoriale. Soldi che non arriveranno mai, per esempio, a Comuni turistici per definizione, come Lipari. Le Isole Eolie, patrimonio dell’Unesco, non sono destinatarie di un solo euro per promozione turistica. Comuni senza vocazione turistica che invece li hanno ottenuti: il caso di Condrò è emblematico. Poco meno di 500 anime e una discutibile vocazione turistica.
La parte del leone l’ha fatta quindi Cateno De Luca che si è “preso” tutto quello che c’era da prendere. E adesso cominciano a scorrere a Fiumedinisi “fiumi” di soldi. Pubblici.
D. G.
