Il liberismo autoritario di Cateno De Luca

Redazione

Il liberismo autoritario di Cateno De Luca

lunedì 03 Giugno 2024 - 19:08

Un ossimoro per descrivere la condotta politica del leader di Sud chiama Nord. La parola libertà campeggia nel simbolo all’interno del quale vengono “incarcerate” ben 19 formazioni politiche, che hanno deciso di assurgere al ruolo di comparsa nella competizione elettorale per le europee. Ramoscelli di un albero il cui tronco rimane ben saldo nelle mani del dominus Cateno De Luca.

La libertà tanto decantata, come antidoto alla vecchia politica, di fatto è ingabbiata nell’autoritarismo del leader di una “macedonia politica” che unisce tutto e il contrario di tutto.

Cateno De Luca pur di raggiungere quella fatidica soglia del 4% ha messo dentro di tutto in quella lista che per la prima volta nella storia delle elezioni europee presenta un simbolo con 19 simboli all’interno.

La posta in palio è altissima e anche per questo motivo l’autoritario De Luca ha deciso di giocarsi anche il suo futuro politico. Come Matteo Renzi che aveva annunciato il suo addio alla politica qualora avesse perso il referendum costituzionale, anche il leader di Sud chiama Nord ha annunciato di volere fare un passo indietro, in caso di insuccesso.

Vedremo il 10 giugno prossimo se manterrà fede all’impegno assunto in caso di sconfitta, o se rimarrà ben saldo al suo posto. Tuttavia, c’è anche la possibilità che possa raggiungere la soglia e piazzare se stesso su una poltrona del Parlamenteo europeo.

Liberista autoritario è Cateno De Luca. L’uomo che dice di volere rivoltare la politica come un calzino, ma che di fatto impone ai suoi di tutto. Comprese le dimissioni custodite nel cassetto dal sindaco Federico Basile che ha eseguito l’ordine del capo. “Se Messina non mi premierà con almeno 60mila voti, assessori e componenti delle Partecipate si devono dimettere”, aveva detto a mezzo Social. Detto, fatto: dimissioni sottoscritte e consegnate al sindaco di Messina.

De Luca è autoritario anche perché accoglie le donazioni liberali di tutti gli amministratori eletti nella sua lista: trattandosi di gente comune e non di filantropi, alcuni dei quali senza un vero lavoro, è chiaro che le dazioni lasciano pensare.

Cateno De Luca, bisogna riconoscerlo, è stato bravissimo a ritagliarsi un ruolo di primo piano nel panorama politico regionale con l’affermazione delle sue liste alla Regione e in molti Comuni dell’Isola. E’ bravo perché ha realizzato un modello autorigenerante con amministratori azionisti “liberali” di un movimento che raccoglie quasi un milione di euro all’anno per finanziare le campagne elettorali e soprattutto le “gite” fuori porta del leader maximo.

In mezzo a tutto questo ci sono gli elettori che si fanno gabbare anche due volte, ma alla terza rendono pan per focaccia. Ecco Messina è questa.

Davide Gambale

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