Approvato bilancio di previsione, il primo del Riequilibrio

Michele Bruno

Approvato bilancio di previsione, il primo del Riequilibrio

mercoledì 21 Febbraio 2024 - 12:35

È stato approvato dal Consiglio comunale ieri, con 14 voti favorevoli, 11 contrari e un solo astenuto, il bilancio di previsione 2024/2026, il primo all’interno del Piano di Riequilibrio del Comune di Messina. Non è stato facile arrivare all’approvazione. La maggioranza a sostegno del sindaco Federico Basile godeva dei numeri per approvare la manovra, anche se non amplissimi. La discussione è durata oltre 4 ore, finita alle 18:30, caratterizzata dall’aspro e acceso dibattito che spesso si verifica in aula. Una delle questioni in discussione ha riguardato un post della pagina del sindaco che dava per già approvato il bilancio prima ancora del voto. E le discussioni sono state anche sugli emendamenti proposti dalle opposizioni e dalla maggioranza. Soltanto due quelli approvati su 13, entrambi presentati dal sindaco. Uno di questi riguarda l’impianto di illuminazione di Forte Gonzaga, con 90mila euro assegnati dalla Regione, aggiunto in extremis. Nove sono stati alla fine ritirati, due bocciati.

Questo previsionale ammonta in totale a 802 milioni di euro, con 288 milioni in spese correnti e 128 in conto capitale. Previsti per la Tari oltre 63 milioni, 62 milioni il costo del personale dipendente, 23,5 i fondi per Atm, 13 per Messina Social City, 3,3 milioni per pagare i costi della politica, 2,2 milioni quelli per mense, riscaldamento e cultura nelle scuole.

Si tratta di uno dei bilanci più difficili per il Comune e per il Consiglio comunale. “Questo è un bilancio che a differenza di quello dell’anno scorso è molto più tecnico perché la principale voce, che è anche la prima voce del documento stesso, è quella relativa all’accantonamento di 42 milioni di euro che ci chiede la Corte dei Conti, pur avendo cura di garantire i servizi essenziali” ha spiegato il sindaco sia ieri che in commissione. Questi 42 milioni nel 2024, più 10 nel 2025, serviranno per assicurare i creditori del Comune.

“Dopo l’approvazione del piano di riequilibrio da parte della Corte dei Conti – ha detto con soddisfazione il primo cittadino – questa è un tappa fondamentale per l’Ente che dal 2012 viveva con lo spettro del dissesto e che solo dal 2019 è riuscito in 4 anni a risanare la propria condizione finanziaria. Un bilancio che assolve alle richieste della Corte dei Conti e che blocca tante risorse per accantonamenti obbligatori nella consapevolezza e nell’impegno che a seguito dell’esito del monitoraggio semestrale sul Piano di Riequilibrio, le eventuali risorse disponibili potranno garantire quei servizi necessari alla collettività”.

Infatti poche sono state le voci su cui i consiglieri hanno potuto intervenire, quasi tutte bloccate per gli accantonamenti e per le partecipate. Il sindaco però è fiducioso che si potranno sbloccare ulteriori fondi dagli accantonamenti, portando da 23 milioni a 18 le somme da pagare ai creditori. Alcuni tra questi dovrebbero andare alle Municipalità per l’attuazione del decentramento e per il rifacimento del suolo in gran parte della città e i lavori per gli impianti sportivi

Quello del decentramento era uno dei temi sollevati da Fratelli d’Italia, con i due emendamenti presentati e l’intervento del capogruppo Libero Gioveni.

“Presenteremo due emendamenti. Uno è sulle municipalità, perché si parla di decentramento ma non facciamo mai decollare queste circoscrizioni. Riguarda le politiche giovanili: la nostra proposta è di diminuire formalmente le 800 mila destinate alle politiche giovanili portandole a 200 mila euro, ma quei 600 mila euro destinarli alle sei municipalità con la stessa finalità. Nella sostanza non cambia, li faremo gestire a loro in sinergia con l’assessora Liana Cannata, che sta lavorando bene. L’altro emendamento riguarda le agevolazioni per le famiglie con disagio economico per la Tari. Non mi risulta ci siano nell’attuale bilancio di previsione. Per trovare questi fondi ho visto che c’è un capitolo con circa 5 milioni e 200 mila euro. Vorremmo prendere da qui 700 mila euro da destinare a queste agevolazioni per le famiglie con disagio economico”. Così si era espresso il capogruppo FdI.

Sul tema del decentramento, a margine della votazione, è intervenuto anche il presidente della III Municipalità Alessandro Cacciotto, dello stesso partito:

“Nonostante le motivazioni spiegate dal sindaco, nella veste anche di Assessore al Bilancio, secondo cui oggi il bilancio sarebbe sostanzialmente ‘bloccato’, dovendo prevedere cospicui accantonamenti necessari per il mantenimento del piano di riequilibrio, è del tutto evidente che per l’ennesima volta i proclami dell’Amministrazione, di dare “peso” alle Municipalità, si scontrano con la dura realtà dei fatti. Tutto ciò è oltremodo singolare se si pensa che tra i primi atti della giunta comunale (2022) c’è stata la delibera per la creazione della Settima Municipalità e se si pensa che sarebbe in itinere, se mai fosse necessario dato che un regolamento esiste, un nuovo regolamento che disciplina le Municipalità. A tutto ciò si aggiunga che in diverse occasioni si è giustificata la mancata previsione di risorse per le Municipalità con lo spettro del dissesto evitato lo scorso anno dall’amministrazione”.

“Un tentativo di porre un correttivo al bilancio di previsione – ha proseguito Cacciotto – era stato avanzato da Fratelli d’Italia che con un emendamento aveva cercato di “individuare” alcune risorse, che seppur poche, avrebbe rappresentato un segnale; il relativo emendamento è stato “bocciato” dalla maggioranza dei ‘colleghi”’consiglieri comunali. Immaginando che tra le giustificazioni oltre la penuria di denari ci sia anche l’assenza di una strutturaorganizzativa in seno alle Municipalità, non credo affatto che sia questo il vero ostacolo dal momento che le risorse avrebbero potuto e potrebbero, aspettando tempi migliori, essere gestiti tecnicamente da Palazzo Zanca ma vincolati alla spesa delle Municipalità stesse. Quanto consumatosi oggi in consiglio comunale, è l’ennesimo smacco a delle Istituzioni democraticamente elette che dimostra la distanza siderale tra quanto l’amministrazione dice e quanto concretamente viene fatto con riferimento alle Municipalità”.

Il capogruppo PD Felice Calabrò è invece intervenuto nel merito del ruolo del Consiglio comunale in questo bilancio:

“Ci vorrebbe un capitolo intitolato ‘Il giocattolo non è più in mano ai consiglieri comunali’. Di che bilancio stiamo parlando? Anche gli emendamenti sono frutto di una grande applicazione e fantasia dei consiglieri. I margini di manovra per il consiglio, l’organo titolato ad approvare i bilanci, non ci sono. Non ci sono risorse da prendere perché sono già impegnate per le società partecipate, la maggior parte delle risorse saranno spese sicuramente in maniera oculata ma senza il possibile controllo del consigliere comunale. Il consiglio stesso, approvando i contratti di servizio nei mesi scorsi, ha amputato la sua stessa possibilità di intervenire oggi. E aggiungo: ma gli assessori a questo punto che ci stanno a fare? Non hanno un centesimo, potranno solo sperare in fondi extra bilancio”.

Durissima la Lega, in particolare la consigliera Giulia Restuccia, che era intervenuta in aula sul post del sindaco che aveva anticipato il voto. Il sindaco si era scusato:

“Volevo solo ringraziare per il voto, positivo e negativo, che ha dato un risultato all’aula. Lo dico a tutti, perché l’espressione di voto è libera. Mi scuso peraltro per la questione social, perché la velocità di chi segue la comunicazione è stata tale da accelerare tutto, a scanso di equivoci e polemiche”.

“Visto che il parere di noi consiglieri non vi serve – aveva puntualizzato Restuccia – allora non votiamo neanche. Noi consiglieri abbiamo un peso in quest’Aula?”.

La Lega, con i suoi due gruppi consiliari, ha votato contro il bilancio e ha ribadito la sua posizione in una nota.

“Anche se il sindaco si è scusato – hanno detto gli esponenti della Lega- resta l’arroganza di essere certi del risultato. Il post è sparito e quando lo ripubblicheranno ci auguriamo che si scriva che l’immediata esecutività della delibera (in un primo momento confermata) è stata bocciata e che se ne riparlerà tra 10 giorni”. Infatti era mancato il numero di consiglieri, a fine discussione, per fare passare l’immediata esecutività del provvedimento.

“Noi lo abbiamo bocciato e il documento è passato con appena 14 voti -hanno spiegato i consiglieri Mirko Cantello, Amalia Centofanti, Sara D’Arrigo, Giulia Restuccia, Emilia Rotondo e Peppe Villari – quindi per il rotto della cuffia. Ulteriore dimostrazione, nel caso ce ne fosse bisogno, che per vincere in Aula l’amministrazione può contare solo sulle influenze e sui malanni di stagione altrui. Un no, il nostro, motivato anche dalla bocciatura di emendamenti che avrebbero fornito aiuti concreti alle fasce più disagiate della popolazione, della quale l’esecutivo Basile si cura solo a parole”.

Michele Bruno.

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