Traduzione online: il ruolo dell’interprete e la sua importanza anche nel digitale

Redazione

Traduzione online: il ruolo dell’interprete e la sua importanza anche nel digitale

venerdì 17 Giugno 2022 - 14:56

Negli ultimi vent’anni la tecnologia ha fatto passi da gigante in ogni settore, agevolando la quotidianità di ognuno nell’ambito sociale ed economico, senza dimenticare i notevoli progressi registrati nella sfera professionale e accademica grazie al supporto di piattaforme virtuali sempre più intelligenti e intuitive.

Traduzione automatica: perché la tecnologia non può sostituire il ruolo dell’interprete e del mediatore

Nonostante la sua innovativa evoluzione, la straordinaria trasformazione dall’analogico al digitale, sostenuta dal passaggio netto dall’offline all’online, fa fatica ancora oggi a eccellere in campi più specificamente umani. Tra gli esempi più significativi spicca l’ambito della comunicazione, dove il rischio di fallimento della macchina resta elevato a causa dell’alta componente psicologica implicata nel linguaggio e dei cosiddetti tratti paralinguistici o prosodici (come intonazione, ritmo e timbro), difficili da interpretare per segmenti e in maniera meccanica. La traduzione è tutt’altro che automazione.

Difatti, il traduttore automatico online procede per blocchi di grammatica basati su dati statistici derivanti da testi già scritti e tradotti sul web. In generale, i testi-base vengono scansionati e i dati statistici ricavati sono utilizzati a modello delle future traduzioni. Nello specifico, i campioni testuali elaborati vengono selezionati dagli algoritmi per creare schemi per le traduzioni di testi analoghi successivi. Proprio perché esito di una mera elaborazione statistica basata sul comportamento linguistico generale, le traduzioni automatiche risultano scarne di riferimento pragmatico-contestuale; ne consegue una mediazione superficiale a livello di sintassi e interpretazione.

Come si diventa interprete o mediatore linguistico?

Nel campo della mediazione linguistico-culturale, la figura dell’interprete e del mediatore linguistico in carne e ossa resta, pertanto, ancora indispensabile. Questi ruolo professionali svolgono la funzione di ponte” tra le lingue, collegandole e permettendone la reciproca comprensione in base al contesto linguistico ed extralinguistico. Un valido mediatore linguistico dovrà infatti avere competenza tecnica e culturale della lingua target, con approfondimento delle differenze pragmatiche tra lingua prima e lingua seconda. Grazie alle sue pluri abilità linguistico-culturali, l’interprete o il mediatore potrà eliminare le barriere del linguaggio e i conseguenti conflitti culturali.

Il percorso accademico consigliato è la scelta di una facoltà in lingue. Questo percorso di studi è al giorno d’oggi disponibile anche nelle versioni online, valide opportunità per chi non può frequentare in presenza. Il percorso consigliato è quello a indirizzo linguistico, disponibile anche nelle università online di mediazione linguistica; è possibile consultare il sito AteneiOnline.it per avere un quadro esaustivo dell’offerta telematica a livello nazionale. Quest’ultima è considerata il privilegio del nostro secolo: non a caso, dallo scoppio pandemico molti studenti continuano a preferire l’università online, che risultano anche più “affollate” rispetto alle sedi classiche, sempre più deserte a partire dal 2020.

Vi sono diversi motivi secondo cui mediatori, interpreti e traduttori in carne e ossa sono ancora figure essenziali e insostituibili dalle macchine. Tra le ragioni principali spicca la forte componente psicologica e non verbale all’interno dei discorsi orali, dove mimica facciale e gestualità (elementi che una macchina non può captare e riprodurre) svolgono un ruolo tanto importante quanto le parole. L’altro motivo riguarda lo scritto: la maggior parte dei testi sono redatti in una lingua fuori dalle consuetudini linguistiche e grammaticali riportate dai libri istituzionali; per non parlare di ambiguità lessicali (si pensi alla polisemia e omonimia) e alle ambiguità sintattiche (i cosiddetti garden paths).

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenta