La vicenda di una infermiera sindacalista che ha lavorato solo 5 giorni nell’anno della pandemia ed ha ottenuto il “premio”, al di là di tutto, pone un problema che imbarazza tutti, dicasi tutti, i sindacati. Il ruolo delle organizzazioni è sminuito da un episodio che turba gli stessi lavoratori, soprattutto quelli che nell’anno della pandemia sono stati in prima linea.
La questione è balzata agli onori della cronaca perché alcune organizzazioni sindacali si sono ribellate a quello che, agli occhi del cittadino, risulta essere un doppio privilegio.
I sindacalisti godono del privilegio di rappresentare gli interessi dei lavoratori, un compito che può essere definito una missione, che comporta anche delle rinunce. Anche di natura economica. Fare il sindacalista significa anche rinunciare alla carriera, ed allora la vicenda dell’infermiera che ha chiesto ed ottenuto il “premio” risulta come una beffa per chi viene rappresentato.
All’infermiera che ha tentato di difendersi affermando che è tutto in regola c’è da chiedere se ritiene se sia eticamente corretto avanzare una ulteriore richiesta di benefici – il sindacalista di fatto non lavora perché svolge attività sindacale -, rispetto a chi invece ogni mattina si reca sul posto di lavoro?
La questione è proprio questa, al di là di quella che la diretta interessata ha liquidato come una “vendetta trasversale” da parte di altre sigle. La difesa non può reggere, sarebbe stato più corretto, anche nel rispetto dei propri iscritti dire “ho sbagliato e chiedo scusa”. Invece niente. Come guarderà negli occhi i suoi colleghi che tutti lavorano più di 5 giorni all’anno?
E poi, come può dichiarare il commissario dell’Asp, Dino Alagna, che è tutto a posto se la dipendente ha lavorato solo cinque giorni in un anno ottenendo una valutazione positiva per le performace individuali? Come può avere raggiunto tutti gli obiettivi in appena cinque giorni di lavoro?
C’è poi il tema dell’etica del lavoro teorizzata da Aristotele, il quale in breve, sosteneva: “L’etica studia la condotta degli esseri umani e i criteri in base ai quali si valutano i comportamenti e le scelte“.
Uno di questi comportamenti implica proprio la presenza quotidiana sul posto di lavoro…

