Rischi di un mare caldo e un’estate Sahariana

Mi stava a cuore sviscerare esaustivamente l’argomento piuttosto delicato, con la finalitĂ  di sgombrare il campo da ogni perplessitĂ  e incognita.

Scandagliamo scrupolosamente il mare nostrum e usiamo come metafora un enorme serbatoio energetico.

Quando la circolazione atmosferica viene dinamicizzata da scambi meridiani e non persevera nessuna alta pressione ostinata, questo serbatoio risulta vacante.

Viceversa, quando l’anticiclone subtropicale inizia a prendere confidenza e vessare ripetutamente il Mediterraneo centrale, la disponibilitĂ  di benzina ( tecnicamente CAPE INDEX) aumenta esponenzialmente di pari passo con la massima insolazione.

Pertanto, l’anticiclone subtropicale non è altro che un erogatore di carburante, che viene azionato da saccature iberiche o ( peggio ancora) da pericolosissimi cut ff marocchini.

La quantitĂ  di benzina immessa all’interno di questo serbatoio dipende da alcuni fattori:

1) intensitĂ  dell’ondata di calore

2) totale assenza di ventilazione

3) durata dell’ondata di calore

4) accumulo di umiditĂ  nei bassi strati.

E non è finita qui. Una ulteriore insidia è rappresentata dal rapido riscaldamento superficiale del Tirreno meridionale. Il mare caldo superficialmente non fa altro che fornire umiditĂ  alla libera atmosfera, accentuando ragguardevolmente l’intensitĂ  dei moti convettivi e degli updrafts.

Non a caso, le alluvioni più apocalittiche sono quasi sempre intercorse nel periodo autunnale, quando la temperatura del mare oscilla dai 20 ai 25°.

Ma il mare caldo non sempre ci condanna ad un autunno catastrofico, qualora le sinottiche non concorrono alla perfezione. Ad esempio, sarĂ  difficile assistere a fenomeni alluvionali qualora l’alta pressione dovesse traccheggiare a lungo. In parole povere, occorre un drastico cambio circolatorio, un alito fresco a 500 hpa che entri in conflitto con un catino caldo pre esistente.

I contrasti termici fra i bassi strati e la media troposfera, a questo punto diventano determinanti.

Durante la terza decade di Maggio, il Tirreno meridionale potrebbe raggiungere i 21.4° superficialmente e a mio avviso, fare il pieno di benzina fra Maggio e Giugno non è mai rassicurante per il lungo termine. Ricordiamoci che almeno fino a metà Settembre, il Mediterraneo è soggetto a importanti riscaldamenti simil caraibici.

Stiamo molto attenti, perchè questo accumulo di calore potrebbe nuocere gravemente alla salute naturalistica, ambientalistica e geologica. Stiamo in campana!

Alessio Campobello

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