Ospedale S. Agata, la Uil-Fpl chiede chiarimenti sul Covid Hospital

“La scrivente organizzazione sindacale è venuta a conoscenza che è stata disposta la trasformazione del PO di S. Agata di Militello ospedale di base in COVID Hospital. Senza volere entrare nel merito di tale provvedimento che appartiene esclusivamente al potere organizzatorio dell’Ente, ci corre l’obbligo nell’interesse dei lavoratori e dei cittadini/utenti chiedere chiarimenti su alcuni importanti aspetti della nuova rimodulazione del presidio ospedaliero di S. Agata”.

Lo scrivono in una nota indirizzata al manager dell’Asp di Messina, il segretario provinciale della Uil-Fpl, Pippo Calapai, e il responsabile dell’area medica, Mario Salvatore Macrì.

Nello specifico i sindacalisti chiedono di conoscere il cronoprogramma della trasformazione del P.O. di S. Agata in COVID Hospital; la nuova rideterminazione delle reti tempo-dipendenti riferite all’emergenza/urgenza che afferiscono al PO di S. Agata per quanto attiene il Percorso Nascita (STEN e STAM), la Reta Ima, la Rete dello Stroke, il trattamento della frattura del femore entro 48 ore etc. così come previsto dal decreto Balduzzi e dai diversi Decreti e Circolari Assessoriali Regionali poiché il Presidio ospedaliero, classificato di Base, è ben incardinato nella rete dell’emergenza/urgenza dei territori dell’Area nebroidea e dell’area della costa tirrenica; l’assunzione straordinaria di nuovo personale medico a tempo determinato quale: Anestesisti-Rianimatori, Pneumologi, Infettivologi e Patologi Clinici dedicato al Presidio; la formazione di tutto il personale sanitario che dovrà operare in tale struttura; l’attivazione di un supporto psicologico per tutto il personale sanitario del presidio ospedaliero; di dotare di tutti i dispostivi sanitari individuali previsti per legge il personale in servizio presso il “COVID Hospital”; l’attivazione di posti letto di terapia intensiva.

Auspichiamo che codesta Amministrazione accolga quanto richiesto dalla scrivente Organizzazione Sindacale, altrimenti diventa facilmente immaginabile che il suddetto P.O. sia stato trasformato in un “COVID Nursing Home”.

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