Assistenti alla comunicazione, Uil-Fpl chiede applicazione contratto nazionale anche ai part-time

“Tante criticità nel servizio di assistenza all’autonomia e alla comunicazione per studenti con gravi disabilità frequentanti le scuole superiori, appaltato dalla città metropolitana. Obiettivo del servizio è assicurare il diritto allo studio dei soggetti disabili. Gli assistenti alla comunicazione, molti dei quali in possesso di laurea oltre che master, svolgono assistenza specialistica, sono stati contrattualizzati come “operatori all’integrazione”, reclutati dalle cooperative attingendo da una long-list indicata dalla provincia e assunti con un contratto di lavoro part-time a 18 ore, con una prestazione lavorativa al 47%”.

E’ quanto si legge in una nota inviata dalla Uil-Fpl al sindaco della Città Metropolitana. La missiva, firmata da Pippo Calapai e Laura Strano, rispettivamente segretario generale e segretaria provinciale  Responsabile Servizi Sociali della Uil-Fpl, sottolinea l’importanza dell’applicazione del contratto nazionale di lavora part-time agli assistenti alla comunicazione.

“Nel corso della prima riunione contrattuale tenutasi con i vertici delle due cooperative aggiudicatarie del servizio, Cooperative San Bernardo e Ialite gli stessi, alla presenza del consulente, hanno rappresentato alle OOSS che la Provincia corrisponde alle cooperative, esclusivamente l’importo corrispondente alle ore di servizio prestate dagli operatori presso gli Istituti Scolastici, in presenza dell’utente. Ciò ci ha lasciato molto perplessi. In pratica gli operatori, in caso di assenza dell’utente a vario titolo, pur essendo presenti in servizio, subirebbero in busta paga la decurtazione dell’ora non effettuata. Ciò non è ammissibile, in quanto la retribuzione del lavoratore impegnato tutte le mattine presso gli Istituti Scolastici non può certo dipendere dalle assenze dell’utente, allo stesso non imputabili, perché ciò andrebbe in contrasto con la vigente normativa che prevede la determinazione rigida delle ore da effettuarsi anche in part-time. Grande la delusione e l’amarezza dei giovani professionisti, nel vedere che nella prima busta paga la retribuzione contrattuale è stata di fatto decurtata in funzione delle ore svolte, ( c’è chi ha percepito poco più di 300 euro). Inoltre mentre gli operatori della cooperativa San Bernardo sono stati retribuiti, ad oggi gli operatori della Ialite non hanno ricevuto ancora la retribuzione. Il lavoratore part-time ha diritto alla stessa retribuzione oraria del lavoratore a tempo pieno, riproporzionata in base alle ore contrattuali stabilite.

L’attività dell’assistente comporta peraltro un processo di lavoro che non si esaurisce nella mera assistenza al disabile ma che deve essere preceduto e accompagnato dall’analisi dei bisogni del soggetto, dalla valutazione dell’intervento, dai colloqui con altri docenti o familiari”.

La nota si conclude con una specifica richiesta. “La Uil-Fpl chiede che il calcolo della retribuzione sia effettuato in percentuale rispetto allo stipendio base di un lavoratore full-time, non potendo pensare che si possa retribuire un lavoratore dipendente ‘a cottimo’. Urge inoltre un chiarimento in merito alle competenze di ciascuno dei soggetti coinvolti a vario titolo, in quanto gli operatori ricevono in atto comunicazioni e direttive dalla scuola, dalla cooperativa e dalla città metropolitana, con evidente confusione e disarmonia nella gestione organizzativa tra un Istituto Scolastico e l’altro. La nostra organizzazione sindacale chiede pertanto un incontro urgente e l’intervento del Sindaco del Comune di Messina che è anche Sindaco della città Metropolitana, considerato il suo impegno attuale a tutela di tutti gli operatori che operano in città nei servizi sociali”.

Condividi