Montante-gate: figura anche il nome di un altro messinese nella carte dell’indagine

Ci sarebbe anche un filone dell’inchiesta su Montante che porta a Messina. Fra le migliaia di pagine dell’ordinanza spunterebbe anche il nome di un altro messinese, ritenuto molto vicino ad Antonello Montante. Top-secret sull’identità.

Gli interessi dell’ex presidente di Confindustria sarebbero andati ben oltre l’attività di dossieraggio operata ai danni di Enzo Basso e Graziella Lombardo, rispettivamente editore e direttore del settimanale “Centonove”.

Nel bunker di Montante sono state trovate anche carte riguardanti i due giornalisti, i quali erano entrati nel mirino dell’imprenditore per una serie di articoli pubblicati dal settimanale. Il capitolo messinese del “Montante-gate” riguarderebbe presunti finanziamenti elargiti per finanziare un giornale online con sede a Palermo. Ma ci sarebbero anche intercettazioni telefoniche dalle quali emergerebbero interessi per la Camera di Commercio di Messina, sottoposta a un lungo commissariamento per decisione dell’allora assessore regionale alle Attività Produttive, Linda Vancheri.

Poi sostituita da Mariella Lo Bello, entrambe sotto inchiesta e ritenute vicine a Montante, il quale le avrebbe indicate nel governo a fronte di un presunto pagamento di denaro. Fatti sui quali stanno indagando gli investigatori di Caltanissetta.

La Camera di Commercio di Messina è stata al centro di un’aspra battaglia condotta dal presidente di Confcommercio, Carmelo Picciotto. Un esposto del presidente provinciale di Confcommercio fu inviato alla procura di Caltanissetta, dopo che gli altri erano rimasti chiusi nei cassetti della Procura della città dello Stretto.

Fra le persone indagate, come si ricorderĂ , risulta anche il sindacalista messinese, Maurizio Bernava. Il quale ha appreso dalla stampa di essere sotto indagine.

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