Saitta è il prescelto del Centrosinistra per diventare sindaco di Messina. E Russo lascia incarico

Redazione1

Saitta è il prescelto del Centrosinistra per diventare sindaco di Messina. E Russo lascia incarico

giovedì 05 Aprile 2018 - 20:44
Saitta è il prescelto del Centrosinistra per diventare sindaco di Messina. E Russo lascia incarico

Il fattore “X” per il candidato sindaco del Centrosinistra viene segnato sul costituzionalista Antonio Saitta nella terna, scrutinata ieri in Direzione, che prevedeva, oltre a lui, il Presidente della V Circoscrizione uscente, alla sua seconda legislatura, Francesco Palano Quero e il componente del Cru Giovanni Lazzari. Il prescelto migliore per la meta del 10 giugno è il professore ordinario dell’Ateneo di Messina per la coalizione formata da Pd, compagine universitaria, Sicilia Futura, Civica Popolare, Articolo Uno e Psi.

Fresco dall’ultima sudatissima e approfondita riunione e tavolo permanente aperto dalle 13 di oggi, Saitta concorrerà alla poltrona più prestigiosa di Palazzo Zanca per la seconda volta nella sua carriera politica, memore di un 44% contro l’ex rivale Buzzanca, laddove le sue liste si erano attestate al 33%. Insomma, la sua performance individuale si era rivelata superiore rispetto a quella del leader di An, con lo strumento del voto disgiunto. Mancava solo il suo nome per determinare tutte le squadre di una competizione che si profila come una delle più ardue degli ultimi vent’anni in città. E’ chiaro che anche Quero e Lazzari sono risultati nomi di rilievo e dinamismo, tanto che il primo avrebbe avuto senz’altro un posto conservato nella Giunta designata, come abbiamo già preannunciato. 

Ma è scoppiata invece la rivolta del gruppo renziano, capitanato dal vicesegretario Alessandro Russo che ha mollato il suo incarico, tramite una missiva striminzita al Segretario Paolo Starvaggi. Addirittura, si potrebbe supporre l’arrivo di un’organizzazione “intestina” con una lista civica, fatta da quell’equipe di “giovani maturi” che volevano “svecchiare” il sistema e un candidato sindaco come Palano Quero.

Il Centrosinistra ha meditato a lungo perché ha strutturato una squadra che conta le varie sensibilità e categorie senza anteporre o lasciare indietro nessuno, intrecciando l’esperienza politica alla gioventù, cavalcando l’onda del cambio generazionale e l’esigenza della brillantezza, disegnando delle guide che hanno tuttora o hanno avuto incarichi autorevoli di governo e nelle amministrazioni pubbliche. La ricerca del consenso allargato il più possibile alla società civile è stata alla base di questa preferenza.

Si era anche pensato di coinvolgere da protagonisti della corsa i nomi dei deputati Pietro Navarra e Franco De Domenico che comunque catalizzeranno i voti del loro elettorato verso il prorettore alla Legalità. Questi, sottolineiamo ancora una volta come in questi giorni, aveva detto No alla candidatura al Rettorato anche pensando a quella successiva delle Amministrative. Il team dalle personalità vincenti, fa sapere il Segretario provinciale del Pd, sarà composto da molti giovani ma con competenza politica, rappresentativo di tutta la coalizione: se non ci dovesse essere Palano Quero, l’assetto prestabilito cambierebbe; ci saranno comunque Felice Calabrò, già candidato sindaco di Messina cinque anni fa e giunto al ballottaggio contro Accorinti e il suo gruppo di Cambiamo Messina dal Basso, per la delegazione di Sicilia Futura, piuttosto che all’ex deputato Picciolo che muoverà le fila, si punta al suo delfino, Nino Interdonato, ormai affermato consigliere comunale, Maria Flavia Timbro in quota Articolo Uno e sponsorizzata da LeU nelle ultime consultazioni Politiche, Paolo Alibrandi per Civica Popolare e promosso dal leader ed ex Ministro Gianpiero D’Alia, poi ci sarebbe il nome del Partito socialista, indicato dal Segretario provinciale Amedeo Gitto. All’appello mancherebbe un’altra donna, nel rispetto della percentuale rosa, che potrebbe essere identificata in un altro esponente di Sicilia Futura.

L’analisi politica emersa fino a due giorni fa comprendeva la spinta motrice dei “giovani maturi” che avrebbe irrobustito quello che definiamo l’apparato accademico. In assenza eventuale di Russo e Quero e di altri “outsiders” dalla coalizione, si dovrebbe rivedere in maniera anche asettica la previsione di risultato delle liste che avrebbero sostenuto il candidato sindaco Saitta e che sarebbero state cinque per poter “blindare il ballottaggio”. Escludendo (sempre come ipotesi) il gruppo a supporto di Palano Quero, si potrebbe registrare una lista in meno e un 25% da afferrare a stento. Ma per tutti si spera una notte di stemperamento e riappacificazione.