Acr Messina, Proto continua a tenere i tifosi col fiato sospeso

Pagano o non pagano? L’interrogativo se lo stanno ponendo i tifosi ancora col fiato sospeso riguardo le sorti dell’Acr Messina. Da giorni è calato il silenzio dopo quel comunicato stampa in cui si dava notizia della risoluzione del problema con la Covisoc. L’Acr non ha specificato se il versamento per la ricapitalizzazione è stato effettuato. Ma questo è un dettaglio. Fino ad oggi s’è preferito rinviare tutto al ricorso, evitando pagamenti di stipendi, contributi e fidejussione.

Ciò, com’è noto determinerà una robusta penalizzazione che il Messina avrà sul groppone, in caso d’iscrizione. Il quadro “clinico” dell’Acr non è che sia dei migliori, volendo usare una metafora la società è in terapia intensiva. Solo un miracolo potrà salvarlo, ma per fare ciò è necessaria una terapia. Che in questo caso coincide con una imponente rimessa economica. Ma Proto ha o no ha i soldi?

E questo è l’altro dilemma. Se tre indizi costituiscono una prova (leggasi le scadenze non rispettate ad oggi), allora abbiamo il fondato sospetto che la capacità economica di Proto e i suoi fratelli non è manco paragonabile a quelli che c’erano prima.

Comunque, oggi è prevista una nuova scadenza (i pagamenti) dal momento che domani bisogna produrre il tutto alla Covisoc. Il giorno dopo ci sarà il pronunciamento e siamo pronti a scommettere che il Messina non sarà in regola.

L’ancora di salvataggio è rappresentata dal ricorso che la società sa già di dover presentare (costo 9mila euro più parcella non molto salata all’avvocato Grassani), aspettando il pronunciamento che arriverà il 20 luglio. Scommettiamo gli stessi soldi che Proto ha investito fino ad oggi nel Messina, che il Messina sarà ai nastri di partenza del prossimo campionato. Ma con quali prospettive?

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