Ialacqua, dimettiti non è cosa tua fare l’assessore

Con la Daniele Ialacqua la suggestione dei sensi: olfatto e vista. Ovvero puzza e cassonetti traboccanti di rifiuti. Un qualsiasi altro assessore per senso del pudore avrebbe rimesso il suo mandato nelle mani del sindaco. Con l’aggravante che Ialacqua era un ambientalista col fucile puntato, pronto a fare fuoco contro gli amministratori.
In quattro anni cos’è cambiato? Niente, anzi è peggiorato il settore della Nettezza urbana, in mano ad un personaggio che continua a difendere sé stesso scaricando quantili di responsabilità su quelli che c’erano prima.

Ialacqua non ha più scuse, o rimetto il suo mandato di assessore e torna a fare il docente a duemila euro scarse al mese, o il sindaco gli revoca la fiducia. I 4mila euro che percepisce sono un furto all’intera comunità messinese. I proclami della campagna elettorale sono stati sconfessati dai fatti: la Messinamebiente non è stata risanata, i costi a carico dei cittadini per la Tari sono solo aumentati a fronte di un servizio pessimo. Le emergenze ormai non si contano. I messinesi sono stanchi.

Comprendiamo che duemila euro in più consentono una vita più agiata, ma nel caso di Ialacqua sono davvero soldi rubati alla comunità messinese. La città è ridotta peggio delle favelas brasiliane, soprattutto le periferie stanno soffrendo l’incapacità politico-amministrativa. La zona Nord è una discarica a cielo aperto, i villaggi rivieraschi ieri erano invasi dai rifiuti, soprattutto in prossimità dei lidi.

Da oggi – ha fatto sapere urbit et orbi – Ialacqua presidierò gli uffici di Messinambiente. A fare cosa se non è stato nemmeno capace di fare partire il porta a porta con tutti i soldi che la Regione ha stanziato. Ialacqua non ha scelta, deve dimettersi. Subito!

Le richieste di dimissioni dovrebbe provenire dalle opposizioni, ma nel nostro caso ci facciamo interpreti del sentimento diffuso fra i messinesi che sono stanchi dei parolai come Ialacqua.

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