Categorie
POLITICA PRIMO PIANO

Porto Tremestieri, Uil: “Superare burocrazia, servono interventi di dragaggio”

Uil Messina interviene sulle vicende relative al Porto di Tremestieri e le necessità di velocizzare le tempistiche burocratiche che impedirebbero le operazioni di dragaggio.

“Abbiamo appreso che, lo scorso 17 giugno, a seguito delle reiterate denunce pubbliche nonché della formale richiesta avanzata da Uil e Uiltrasporti Messina, il Commissario straordinario dell’Autorità di sistema portuale dello Stretto avv. Francesco Rizzo ha ufficialmente inviato all’assessorato al territorio e ambiente della Regione siciliana un’istanza per la convocazione di un Tavolo tecnico interistituzionale con l’obiettivo di superare le assurde criticità burocratiche che ostacolano gli interventi di dragaggio del porto di Tremestieri. L’approdo di Tremestieri è un’infrastruttura strategica per la mobilità dei mezzi pesanti da e per la Sicilia ed è, da sempre, oggetto di ciclici gravi fenomeni di insabbiamento che ne compromettono l’operatività. L’ultimo insabbiamento si è verificato molti mesi fa e, nonostante la gravità della situazione che ormai da lungo tempo sta compromettendo la piena operatività del porto di Tremestieri, dobbiamo registrare l’assoluta mancanza di interventi autorizzativi da parte della Regione al fine di riportare alla piena operatività il porto di Tremestieri. Infatti, la mancata o ritardata esecuzione degli interventi di dragaggio – attualmente vincolati a complesse e ripetitive procedure autorizzative ai sensi dell’art. 109 del decreto legislativo 152/2006 – ha già prodotto gravi conseguenze per la città di Messina: reindirizzamento del traffico pesante verso il centro urbano con i gravi rischi per la sicurezza stradale e l’incolumità dei cittadini, i pesantissimi impatti sull’occupazione a seguito del ricorso alla cassa integrazione per i lavoratori marittimi causati dalla riduzione delle corse. Assistiamo ad una situazione insostenibile e vergognosa che rischia di minare la continuità occupazionale dei lavoratori portuali. Messina, anche in questa circostanza, è ostaggio della burocrazia regionale. Deve proprio scapparci il morto per comprendere che la città non può sopportare ulteriormente l’invasione dei tir?” lo hanno dichiarato Ivan Tripodi, segretario generale Uil Messina, e Antonino Di Mento, segretario generale Uiltrasporti Messina.

“Per entrare nel merito della vicenda, è opportuno ricordare che alla luce della costante media annuale dei fenomeni di insabbiamento, che comporta circa 20.000 metri cubi di sedimenti, registriamo con soddisfazione che il Commissario Rizzo ha sposato l’idea di Uil e Uiltrasporti che consiste nel prevedere, come già avvenuto in passato, un provvedimento autorizzativo triennale che riconosca un volume massimo di 60.000 metri cubi da gestire secondo le reali necessità operative e nell’ovvio rispetto delle tutele ambientali previste. Il piano, del resto, includerebbe un dettagliato monitoraggio ambientale con il coinvolgimento dell’Arpa Sicilia. A questo punto, non ci sono più alibi e l’assessorato regionale al territorio e ambiente non può far finta di nulla e tergiversare ulteriormente. Auspichiamo, pertanto, un riscontro immediato e risolutivo da parte della regione attraverso l’urgente convocazione del Tavolo tecnico interistituzionale finalizzato a rilanciare la piena operatività del porto di Tremestieri, garantendo il lavoro e la sicurezza. Bisogna fare presto in quanto non c’è più tempo per tollerare le inutili lentezze della burocrazia” hanno così concluso Ivan Tripodi e Antonino Di Mento.

Categorie
CRONACA

Barcellona, la sede Inps chiude, Uil: “Promesse disattese, è una sconfitta per il territorio”

A nulla sono servite le rassicurazioni istituzionali e politiche: la sede Inps di Barcellona Pozzo di Gotto chiuderà definitivamente il prossimo 1° giugno, come stabilito dalla delibera n.137 del Consiglio d’amministrazione dell’Inps del 18 dicembre 2024.

A denunciarlo è il segretario generale della Uil Messina, Ivan Tripodi, che punta il dito contro le “promesse solenni ma tradite” di amministratori locali, parlamentari e rappresentanti del governo. Un duro attacco che chiama in causa la mancata revoca del provvedimento e lancia un ultimo appello all’Inps nazionale per scongiurare quella che viene definita “una sconfitta per l’intero comprensorio”.

“I reiterati, solenni e roboanti impegni formali, assunti pubblicamente soltanto qualche mese fa, con i quali veniva scongiurata la chiusura della sede Inps di Barcellona si sono incredibilmente sciolti come neve al sole. Dobbiamo registrare che in merito alle nefaste conseguenze della delibera del Consiglio d’amministrazione dell’Inps n. 137 del 18 dicembre 2024, concretamente, non è mai cambiato nulla e non vi è mai stato alcun atto amministrativo finalizzato ad emendare la decisione. Infatti, il prossimo 1 giugno, la sede Inps di Barcellona chiuderà definitivamente i battenti con grave nocumento per tutta la collettività di tutto il suo vasto comprensorio. Pertanto, le promesse e le rassicurazioni del sindaco di Barcellona, nonché della pletora di parlamentari e addirittura di qualche sottosegretario di Stato, si sono rivelate parole al vento e fumo negli occhi nei confronti di cittadini, lavoratori e pensionati che avevano ingenuamente creduto alla salvezza dell’importante presidio” ha dichiarato Ivan Tripodi.

“Tenuto conto del lassismo dimostrato da tutti gli attori di questa ignobile farsa, lo scoramento è oggettivo e la chiusura definitiva della sede Inps di Barcellona è ormai una triste realtà. In tal senso, ci appelliamo al presidente dell’Inps avv. Gabriele Fava e al Cda dell’Istituto affinché, in extremis, assumano una delibera che annulli la decisione dello scorso dicembre che depaupera fortemente una città, la seconda della provincia di Messina, una comunità e un grande territorio. Riguardo la credibilità di taluni personaggi c’è ben poco da aggiungere: i fatti, che sono appuntiti e duri come i chiodi, non lasciano spazio ad alcuna interpretazione e sbugiardano i tanti venditori di fumo che hanno dimostrato la loro inconsistenza ed inadeguatezza” ha così concluso Tripodi.

Categorie
CRONACA PRIMO PIANO

Pronto soccorso Barcellona, Uil: “Asp vuole privatizzare”

Il sindacato Uil Messina denuncia la presenza di un disegno, da parte di Asp Messina, di privatizzare il pronto soccorso di Barcellona P.G., dimostrando una forte contrarietà per questa possibilità.

“La decisione dell’Asp di Messina di avviare la procedura di esternalizzazione del pronto soccorso dell’ospedale di Barcellona P.G. rappresenta un ulteriore tassello che punta alla totale demolizione della sanità pubblica e alla sua privatizzazione. Una decisione sbagliata e che avversiamo profondamente. Infatti, in maniera subdola, si cerca di propagandare la privatizzazione del pronto soccorso di Barcellona come una grande conquista, quando in realtà si tratta di una scelta che, ove dovesse concretamente realizzarsi, rischia di costituire una pesantissima penalizzazione per i cittadini-utenti, i quali, come del resto già avviene nelle realtà nelle quali sono state avviate queste attività private, sono costretti a pagare profumatamente per ogni prestazione ricevuta. Dopo quanto avvenuto nei nosocomi di Mistretta e Sant’Agata di Militello, adesso, prosegue il nefasto disegno voluto dai massimi vertici del governo regionale che punta alla privatizzazione della sanità pubblica con le gravissime conseguenze sociali” lo ha dichiarato Ivan Tripodi, segretario generale Uil Messina.

“La Uil dice no alla svendita della sanità pubblica e chiede con forza la gestione pubblica dell’ospedale di Barcellona, affinché il diritto alla salute, garantito dalla nostra Carta costituzionale, non sia condizionato dalla capacità di pagamento delle prestazioni da parte dell’utenza. Tutto ciò rischia di creare disparità di trattamento, come peraltro avviene con le lunghe liste di attesa per le visite specialistiche o per gli esami diagnostici dove chi ha soldi si cura, mentre moltissimi pazienti anziani o fragili, percettori di redditi bassi, non si possono curare. Non saremo, pertanto, complici di una scelta fallimentare che nasconde obiettivi lontanissimi dalle reali esigenze delle persone che chiedono, semplicemente, di avere un ospedale pubblico totalmente funzionante” ha così concluso Ivan Tripodi.

Categorie
AREA METROPOLITANA CRONACA PRIMO PIANO TIRRENO

Uil Messina denuncia una nuova “penalizzazione” per Barcellona

Uil Messina interviene sulla chiusura dell’ufficio postale della frazione di Gala, a Barcellona Pozzo di Gotto, che appare al sindacato come una nuova “penalizzazione” per il Comune tirrenico.

“Non c’è pace per i cittadini di Barcellona, seconda città della provincia di Messina, i quali, dopo avere subito l’evidente penalizzazione, ai limiti della chiusura, dell’ospedale, e la gravissima decisione che punta all’eliminazione della sede dell’Inps, sono, oggi, costretti a subire il tentativo di una nuova inaccettabile spoliazione. Infatti, l’ufficio postale della frazione Gala, sito in via Mercurio, è nei fatti, ormai da lungo tempo chiuso e la sua riapertura viene sempre posticipata. L’Ufficio Postale di Gala è sempre stato un punto di riferimento vitale per tutta la sua cittadinanza e per quella delle tante frazioni limitrofe, nonché, in primo luogo, per gli anziani e i pensionati. Pertanto, la sua chiusura rappresenta un grave disagio per tutta la popolazione della frazione collinare che ora si trova in uno stato di incertezza appesantito dalle gravi difficoltà provocate da quest’ennesima decisione assunta contro il semplice buon senso” ha affermato Ivan Tripodi, segretario generale della Uil Messina.

“E’ opportuno ricordare che, prima di questa lunga chiusura, il servizio postale era garantito in maniera intermittente: qualche giorno la settimana e nei giorni di pagamento delle pensioni. In tal senso, i reiterati annunci che comunicavano la riapertura dell’ufficio postale sono stati puntualmente smentiti poiché le serrande sono sempre rimaste abbassate. Come se non bastasse, sembrerebbe che l’ennesima data di riapertura ipotizzata, il 1° aprile, non sarà rispettata. Tenuto conto che parliamo della giornata delle burle per antonomasia, possiamo affermare che si tratta di uno scherzo di pessimo gusto poiché colpisce pesantemente la comunità di Gala e tutta la città di Barcellona. La Uil, ancora una volta, è coerentemente in prima linea per la difesa di un territorio che, nel colpevole e connivente silenzio delle Istituzioni, viene sempre più penalizzato e depauperato” ha così concluso Tripodi.

Categorie
CRONACA IN EVIDENZA

Messina, UIL FPL sull’inaugurazione del Pronto Soccorso del Policlinico: “Basta passerelle, servono assunzioni”

La UIL FPL Messina esprime una critica riguardo l’inaugurazione del nuovo Pronto Soccorso del Policlinico universitario, prevista per oggi, denunciando gravi carenze di personale che compromettono i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).

“Finalmente vengono restituiti alla cittadinanza nuovi locali progettati con criteri all’avanguardia, ma a che prezzo?”, attacca il sindacato, che punta il dito contro una situazione di sofferenza cronica del personale sanitario.Secondo la UIL FPL, il Policlinico di Messina è carente di circa 80 OSS e di almeno 50 infermieri, oltre a numerose altre figure professionali essenziali.

“Nonostante le nostre reiterate denunce e azioni anche in Prefettura, il personale in servizio è costretto a sobbarcarsi turni aggiuntivi che li privano dei giorni di riposo”, evidenzia il sindacato.

A subire le maggiori conseguenze, secondo UIL FPL, sono soprattutto gli operatori socio-sanitari (OSS): “Nei giorni festivi e notturni, in alcune unità operative, un solo OSS deve garantire l’assistenza sia ai pazienti ricoverati che a quelli operati in altri reparti dello stesso padiglione”.

Anche gli infermieri si trovano in difficoltà, costretti a coprire mansioni che non competerebbero loro a causa della carenza di personale di supporto.

“Tutto ciò penalizza la qualità dell’assistenza e di conseguenza i cittadini utenti”, denuncia la UIL FPL.

“Basta con le inutili passerelle e con i proclami. I messinesi meritano un’assistenza di serie A”.

Il sindacato chiede un’urgente assegnazione delle unità di personale mancanti e annuncia che continuerà a vigilare sulla gestione del Policlinico, affinché vengano garantiti migliori condizioni lavorative per gli operatori e livelli adeguati di assistenza sanitaria per i cittadini.

Categorie
CRONACA PRIMO PIANO

Morti sospette al Papardo, interviene Uil

Uil Messina interviene sulla situazione di emergenza che sta interessando l’ospedale Papardo di Messina, con i casi di morte sospetta avvenuti recentemente.

“Il disastro avvenuto nelle sale operatorie dell’ospedale Papardo che ha portato alle pesantissime conseguenze culminate con le innumerevoli morti sospette nel reparto di cardiochirurgia rappresenta un punto di non ritorno per la sanità messinese. In questo quadro di assoluta emergenza sanitaria e di enorme allarme sociale, sul quale vi è in atto la doverosa azione della Magistratura che nelle scorse settimane ha posto sotto sequestro le sale operatorie “incriminate”, è inammissibile ed assordante il silenzio dell’assessorato regionale alla salute ed è altrettanto preoccupante il mutismo dei vertici dell’azienda ospedaliera Papardo” lo ha dichiarato Ivan Tripodi, segretario generale della Uil Messina.

“In tal senso, dobbiamo registrare che, alla luce delle pesanti imputazioni che sono alla base dell’inchiesta della Procura della Repubblica, nessuno ha sentito il dovere di comunicare ai lavoratori del Papardo (medici, infermieri, oss, osa e amministrativi), all’utenza e, più in generale, a tutta la cittadinanza la posizione aziendale che, senza inutili alibi, dovrebbe esprimere chiarezza rispetto ad una vicenda drammatica e senza precedenti. Inoltre, nessuna concreta iniziativa organizzativa è stata assunta dai vertici aziendali per procedere all’apertura di nuove sale operatorie finalizzate a garantire l’operatività del nosocomio, atteso che decine e decine di interventi programmati sono saltati creando ulteriore caos sanitario costringendo gli utenti ai viaggi della speranza o, ancor peggio, a rivolgersi alle strutture private. Al danno, quindi, si è aggiunta la beffa. Pertanto, appare oggettivamente puerile il diktat inviato dai massimi vertici dell’azienda ospedaliera Papardo a tutti i dipendenti con il quale è stato minacciosamente intimato di non parlare con la stampa: un antistorico arroccamento, ingiusto ed ingiustificabile, che dimostra enorme debolezza nell’affrontare con la doverosa trasparenza una drammatica emergenza sanitaria e sociale. Il difficile momento, viceversa, richiederebbe autorevolezza per dare concrete risposte finalizzate a ricostruire la necessaria serenità per gli attoniti lavoratori del Papardo e per i cittadini-utenti“ ha così concluso Ivan Tripodi.

Categorie
CRONACA PRIMO PIANO

L’intelligenza artificiale nella sanità e nella pubblica amministrazione, convegno di Uil

Si svolgerà lunedì 16 dicembre alle ore 9.00 presso il Teatro dell’Istituto Cristo Re sito in viale Principe Umberto, l’importante convegno organizzato dalla Uil e la dalla Uil Fpl di Messina per discutere sul tema: “L’intelligenza artificiale nella sanità e nella pubblica amministrazione: quale futuro?”.

L’evento sarà moderato da Giuseppe Ardica, giornalista Tgr Rai Sicilia, mentre introdurranno i lavori Livio Andronico, segretario generale Uil Fpl Messina, e Giovanni Cicceri, docente Università di Palermo.

Interverranno: Giacomo Caudo, presidente Ordine dei Medici di Messina, Giuseppe Cuccì, direttore generale Asp Messina, Francesco M. Gennaro, segreteria generale Uil Nazionale, Maurizio Lanza, direttore generale Irccs Neurolesi Messina, Luisella Lionti, segretaria generale Uil Sicilia, Salvatore Sampino, segretario generale Uil Fpl Sicilia, Giorgio Giulio Santonocito, direttore generale Policlinico “G. Martino” Messina, e Ivan Tripodi, segretario generale Uil Messina.

Concluderà i lavori Rita Longobardi, segretaria generale Uil Fpl Nazionale.

“L’idea di realizzare questo convegno sul tema attualissimo e dirimente dell’intelligenza artificiale è stata immaginata con la consapevolezza di affrontare una questione che è ormai una realtà concreta e sempre più presente e pervasiva nella vita quotidiana e nella società. Siamo, infatti, assolutamente persuasi che, per esempio, a fronte dell’odierno disastro della sanità causato da gravi problematiche che passano dalla mancanza di medici e infermieri alle lunghissime liste d’attesa e dalle contestuali pesanti criticità che vive la pubblica amministrazione, è indispensabile approfondire la tematica dell’intelligenza artificiale. L’approccio deve essere caratterizzato dalla piena consapevolezza che si tratta di uno “strumento” che, certamente, rappresenta una rivoluzione dalle enormi conseguenze che possono e, a nostro avviso, devono tramutarsi in un’enorme opportunità che sarà tale se la stessa sarà governata con chiare opzioni che riguardano la centralità del lavoro, dei lavoratori e degli aspetti sociali. Il convegno è stato pensato ed organizzato con un approccio multidisciplinare e con il doveroso approfondimento riguardo il dialogo sociale. In tal senso, il coinvolgimento di tutti i principali responsabili della sanità pubblica messinese è stato immaginato per affrontare il merito di una grande questione che non può essere ignorato. L’occasione nasce anche per affrontare una discussione su tutti gli strumenti utili a tutelare i lavoratori poiché le trasformazioni derivanti dall’IA, oltre la sfera personale sempre più invasa e pervasa dal digitale e dall’iperinformazione, riguardano gli ambiti aziendali e professionali. In questo quadro è fondamentale il ruolo del Sindacato che è chiamato ad affrontare una sfida epocale per salvaguardare i diritti dei lavoratori e i bisogni delle persone affrontando con maturità e visione la rivoluzione in atto chiamata intelligenza artificiale” hanno così affermato Ivan Tripodi, segretario generale Uil Messina, e Livio Andronico, segretario generale Uil Fpl Messina, nel presentare l’evento di lunedì 16 dicembre.

Categorie
POLITICA PRIMO PIANO

Sciopero generale, Cgil e Uil Messina a Palermo contro la manovra Meloni

Venerdì 29 novembre, nella giornata dello sciopero generale, Cgil e Uil Messina saranno in massa a Palermo per la manifestazione regionale, con lavoratori e lavoratrici, pensionate e pensionati, i giovani e gli studenti. I due sindacati ricordano i recenti dati diffusi a livello regionale nei quali emerge anche la drammatica realtà messinese: il 70% dei rapporti di lavoro è precario in Sicilia, con salari più bassi della media nazionale. Una lavoratrice o un lavoratore del territorio siciliano guadagna 6 mila euro in meno rispetto alla media italiana e questo ha conseguenze sulle pensioni, tra le più basse d’Italia, e, quindi, sulla vita concreta delle persone. Di fatto 250 mila lavoratori sono al di sotto della soglia della povertà.

“La nostra – affermano i segretari generali della Cgil Messina Pietro Patti e della Uil Messina Ivan Tripodi – è una provincia che si regge sul lavoro povero e precario, dove ci sono fragili condizioni sociali, dove per una sanità pubblica portata allo sfascio da scelte politiche dissennate e scientemente volute, il diritto alla salute per cittadine e cittadini è stato cancellato”.

“Cgil e Uil – dicono Patti e Tripodi – hanno proclamato lo sciopero generale per chiedere l’aumento di salari e pensioni, il rinnovo dei contratti, per tutelare i diritti di cittadine e cittadini, per contrastare con provvedimenti concreti la spinta inflazionistica e per rilanciare il potere d’acquisto di salari e pensioni. Ma anche per sollecitare l’indifferibile urgenza sociale di finanziare sanità, istruzione e servizi pubblici, nonché di investire sulle politiche industriali.”

“Nella sanità – proseguono Pietro Patti e Ivan Tripodi – c’è bisogno di investimenti per fermare l’assurda privatizzazione e l’inaccettabile spoliazione delle strutture sanitarie pubbliche. È, inoltre, necessario costruire con estrema urgenza un piano straordinario di assunzioni di personale medici, infermieri e oss per rilanciare l’offerta sanitaria pubblica in un quadro di tutela e salvaguardia del diritto alla salute per tutti i cittadini”.

Categorie
CRONACA PRIMO PIANO

Ospedale Papardo, Uil: “Riaprire Oncologia”

La Uil Messina scrive una nota al Presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, all’assessora regionale alla Salute Giovanna Volo, al dirigente generale del Dipartimento della Pianificazione strategica Salvatore Iacolino e per conoscenza al direttore generale dell’ospedale, per chiedere la riapertura del reparto di oncologia al Papardo.

“Come è ormai ben noto, le malattie oncologiche oltre a rappresentare una forte e dolorosa piaga sociale costituiscono una imponente voce di spesa del servizio sanitario regionale. Una parte preponderante di tale spesa è utilizzata per rimborsare le spese sanitarie oncologiche fuori regione, per i cosiddetti viaggi della speranza. La regione Siciliana, al fine di diminuire tali spese sanitarie ed anche per attenuare i disagi ai cittadini utenti ed alle loro famiglie, ha posto tra i principali obiettivi da raggiungere da parte delle aziende sanitarie, la riduzione della migrazione extraregionale attraverso l’organizzazione della rete oncologica. Ciò premesso, in merito alla inaccettabile soppressione dei posti letto di oncologia, l’azione amministrativa dell’azienda ospedaliera Papardo che sembrerebbe essere stata concordata con l’assessorato regionale della salute, appare fortemente in contrasto con l’attuale rete ospedaliera, approvata con D.A. 629 del 31 marzo 2017, che per la suddetta unità operativa prevede n. 12 posti letto, incardinandoli nel modello organizzativo della rete oncologica della provincia di Messina. Purtroppo, ancora una volta si sta consumando un grave danno alla salute dei cittadini, con l’assordante e complice silenzio della classe politica messinese. Appare, inoltre, pilatesca la mancata azione da parte dell’assessorato regionale della salute che in merito alla denuncia della Uil Messina ha deliberatamente evitato di esprimersi, avallando il taglio della spesa sanitaria sulla pelle dei cittadini-utenti messinesi. Va avanti, il cinico disegno che punta alla demolizione della sanità pubblica e alla privatizzazione di servizi essenziali per la salute dei cittadini. Tutto ciò è inaccettabile e merita una profonda riflessione da parte del governo regionale al fine di ripristinare la piena funzionalità del reparto di oncologia del Papardo attraverso l’immediata riattivazione dei posti letto e dei ricoveri nel pieno rispetto di quanto previsto dalla vigente rete ospedaliera. Si tratta di un provvedimento doveroso nei confronti di un’utenza particolarmente fragile e sfortunata che merita il massimo rispetto e la doverosa attenzione da parte delle Istituzioni.”

A dirlo sono il segretario generale di Uil Fpl Messina Livio Andronico e il segretario generale di Uil Messina Ivan Tripodi.

Categorie
POLITICA PRIMO PIANO

Fondo Risorse Decentrate: sindacati contestano irregolarità

Le organizzazioni sindacali CGIL FP, UIL FPL, CSA e SILPOL hanno sollevato forti critiche sulla gestione del Fondo Risorse Decentrate per gli anni 2023 e 2024, evidenziando presunte irregolarità e inadempienze da parte dell’amministrazione comunale.

In una nota congiunta inviata al sindaco Federico Basile, al presidente della delegazione trattante Salvo Puccio, al ragioniere Generale Antonino Cama e, per conoscenza, alla segretaria generale Rossana Carrubba, i sindacati denunciano la mancata inclusione di risorse economiche previste dai contratti collettivi nazionali di lavoro (CCNL) e chiedono chiarimenti urgenti.

La “Performance 2023”, nota anche come produttività, è stata finalmente erogata ai dipendenti, come promesso dal Direttore Generale, ma “solo dopo le continue pressioni esercitate dalle scriventi”, spiegano i sindacati.

Tuttavia, le organizzazioni sindacali contestano che gli importi liquidati non corrispondano ai reali parametri previsti dalla normativa vigente. Viene stimato dai sindacati che per il 2023 siano stati esclusi dal fondo oltre 528.000 euro, che derivano da specifiche clausole contrattuali. Per il 2024, la cifra esclusa ammonterebbe a ulteriori 117.962 euro.

Le somme escluse includerebbero:

1. Circa 135.000 euro per l’anno 2023, ai sensi degli articoli 79 e 67 del CCNL 2019/2021 e 2018;

2. Oltre 156.000 euro legati a ulteriori indennità contrattuali;

3. Circa 236.000 euro per un’altra indennità prevista dal CCNL.

Queste risorse, secondo i sindacati, sono fondamentali per garantire il corretto pagamento della produttività e per sanare eventuali sforamenti di altri istituti contrattuali. I sindacati chiedono che tali somme vengano integrate e distribuite ai dipendenti aventi diritto.

Altro punto critico riguarda i proventi contravvenzionali ex art. 208 del Codice della Strada, destinati a progetti di viabilità gestiti dalla Polizia Municipale. Sexindo i sindacati, per il 2023 erano stati stanziati 90.000 euro, ma, non essendo stati utilizzati per i progetti previsti, tali fondi avrebbero dovuto essere riassegnati ai dipendenti come indennità di servizio esterno o performance. Tuttavia, secondo le organizzazioni, non è chiaro che fine abbiano fatto queste risorse né se verranno distribuite.

I sindacati hanno ricordato un impegno preso dal Ragioniere Generale il 23 agosto 2024 per integrare il Fondo con le somme mancanti entro ottobre. Tuttavia, a oggi, questo impegno non sarebbe stato rispettato.

I sindacati avvertono che, se entro dieci giorni non verrà fornita l’integrazione richiesta, trasmetteranno la documentazione alla Corte dei Conti di Palermo e all’Assessorato alla Funzione Pubblica, chiedendo un intervento per risolvere la situazione.

I rappresentanti sindacali concludono sottolineando che, se necessario, si mobiliteranno per difendere i diritti dei lavoratori, ribadendo che le somme in questione non sono “regalie”, ma spettanze contrattuali dovute.