“Oggi, con il ritorno ad Assisi a ridosso delle celebrazioni per l’ottavo centenario della morte del Santo, desidero rivolgere un intenso augurio affinchè queste giornate siano fruttuose – aggiunge il Capo dello Stato -. Abbiamo bisogno di riconciliazione, di pace, di cooperazione. Avvertiamo le ferite profonde recate all’umanità in guerre come in Ucraina, in conflitti come a Gaza, in Palestina, così come negli altri luoghi in cui comunità e popoli invocano pace senza che le loro voci neppure arrivino a noi. Abbiamo bisogno che l’inviolabilità della dignità umana torni a essere misura della politica e dei comportamenti degli Stati, e base di un diritto internazionale nuovamente riconosciuto e rispettato”.
“La forza delle religioni è importante. Possono osare, con il coraggio che viene dalle Fedi, dalla dimensione spirituale che alimenta la cultura, il pensiero, il cammino, l’azione. Sono l’esempio di come il dialogo, il rispetto della diversità, la solidarietà fanno crescere fiducia e alimentano coesione e sicurezza. L’inerzia è ingiustificabile. Conflitti, ingiustizie, povertà, sopraffazioni sono prodotti umani. Gettare i semi della pace, sconfiggere i pregiudizi, ricostruire diritto, equità, libertà dove sono stati calpestati è opera che, certamente, riguarda i Governi e le Istituzioni, ma nessuno è dispensato dal compiere la propria parte. Ciascuna donna, ciascun uomo può mettere in campo la propria passione, esercitare la propria responsabilità, per rendere possibili tratti di un mondo in pace”, conclude il presidente Mattarella.
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(ITALPRESS).
