STRASBURGO (FRANCIA) (ITALPRESS) – “Il Patto per il Mediterraneo costituisce la cornice del nostro lavoro”. Lo ha detto Dubravka Suica, commissario europeo per il Mediterraneo, incontrando i media italiani a margine della plenaria del Parlamento Ue, a Strasburgo.
L’iniziativa, lanciata nel novembre del 2025, è un piano d’azione che si fonda su tre pilastri: le persone come forza trainante per il cambiamento, le connessioni e l’innovazione; economie più forti, più sostenibili e integrate; sicurezza, preparazione e gestione della migrazione. Sul primo fronte, Suica ha citato tra gli altri il progetto dell’Università del Mediterraneo, una rete tra gli atenei europei e del Nord Africa per “mettere in contatto i giovani del Mediterraneo – ricercatori, studenti e chiunque sia interessato a partecipare. Naturalmente, la decisione di aderire spetta alle singole università, ma credo che saranno disponibili a farlo. Abbiamo già avviato delle discussioni con alcune di esse e riteniamo che questa sia la strada giusta”.
“Nel suo rapporto, Enrico Letta promuove il “diritto di restare”. Si realizza solo creando le condizioni affinchè le persone possano effettivamente rimanere. Parlo in questi termini perchè mi occupo anche di demografia – ha detto il commissario Ue -: per me è fondamentale creare le condizioni affinchè i giovani possano restare in Italia, ma dobbiamo anche aiutare le persone a rimanere in Siria. Se abbiamo bisogno di esperti, stipuliamo dei partenariati per i talenti. Alcuni politici fanno un uso improprio della questione, mescolando deliberatamente migrazione legale e illegale. L’immigrazione illegale è fuori discussione: siamo contrari e la stiamo combattendo. Stiamo facendo tutto il possibile per contrastarla”. “Stipuliamo accordi di partenariato sui talenti con i governi dei vari paesi e accogliamo alcuni dei loro esperti, avendo però cura di non causare una fuga di cervelli. Agiamo in collaborazione. E’ fondamentale che i cittadini ne siano consapevoli, dato che abbiamo un reale bisogno di manodopera”.
“Si tratta, in sostanza, di trovare una soluzione complessa ed equilibrata a diverse esigenze”, ha aggiunto. “Stiamo cercando di sostenere lo sviluppo di questi Paesi attraverso investimenti in loco, incoraggiando le aziende europee a investire in quell’area del mondo, in particolare nelle energie rinnovabili – ha detto ancora Suica -. Puntiamo a produrre energia rinnovabile in loco, consentendo di abbattere i costi di produzione, nell’ottica di affrancarci dai combustibili fossili, e in particolare da quelli di Putin, questo è il nostro obiettivo. Naturalmente non è un’impresa semplice, poichè richiede la realizzazione di interconnessioni tra Spagna e Marocco, tra Tunisia e Italia, tra Egitto e Grecia. Se riusciremo a costruire questi collegamenti, l’energia sarà effettivamente più economica. Oltre a favorire lo sviluppo di questi Paesi, questa produzione energetica crea nuove opportunità di lavoro per i giovani del luogo”.
“Stiamo sottoscrivendo accordi di partenariato con tutti i paesi coinvolti. Attualmente, abbiamo accordi di partenariato globale con Tunisia, Egitto e Giordania. Ne stavamo per firmare uno anche con il Marocco, ma la procedura è in sospeso a causa degli eventi del 31 luglio (la crisi di Ceuta, ndr). Abbiamo inoltre avviato negoziati per accordi analoghi con Bahrain ed Emirati. Siamo quasi arrivati a una conclusione con l’Arabia Saudita e anche con il Qatar. Tali accordi di partenariato non riguardano solo la migrazione, ma anche economia, energia, istruzione, scambi interpersonali e qualsiasi altro aspetto oggetto di negoziazione nei nostri accordi bilaterali. Cerchiamo di creare soluzioni reciprocamente vantaggiose. E’ questo l’approccio che stiamo seguendo”.
Non vi è alcuna prova che la crisi dei migranti a Ceuta sia stata in qualche maniera provocata dalle autorità del Marocco, ha inoltre ha sottolineato il commissario europeo per il Mediterraneo. “Sono in costante contatto con il ministro degli Esteri marocchino, Nasser Bourita, fin dal primo giorno. Non vi è alcuna prova che siano loro a strumentalizzare la situazione o a usarla come arma. Nessuna prova – ha spiegato Suica -. La questione di questo presunto uso strumentale andrebbe verificata, ma non spetta alla Commissione condurre tali indagini. Allo stesso tempo, la loro disponibilità a riaccogliere tutte queste persone nel giro di uno o due giorni dimostra che non sono stati loro a orchestrare la situazione”.
Le trattative per un accordo di partenariato strategico e globale tra Ue e Marocco “sono attualmente in sospeso perchè vogliamo vedere un loro reale impegno e la volontà di aiutarci a risolvere il problema – ha sottolineato il commissario europeo -. Naturalmente, ci sono ancora dei minori – tra i mille e i duemila – che si trovano lì, il Marocco è disposto ad accoglierli, ma il problema è che le autorità spagnole necessitano di garanzie scritte da parte di quelle marocchine sull’accettazione di queste persone. Dobbiamo attenerci al diritto internazionale: le autorità spagnole sono tenute a rispettarlo e non possono rimpatriare i minori senza garanzie, ad esempio in assenza di contatti con le famiglie o situazioni analoghe. E’ quindi in corso un lavoro di coordinamento tra il ministro degli Esteri spagnolo e le autorità marocchine. Stiamo cercando di fornire assistenza per gestire la situazione”.
“Si tratta della nostra frontiera esterna, la frontiera esterna dell’Europa, e dobbiamo occuparcene. Non sto incolpando nessuno, non voglio dire che le autorità spagnole non abbiano fatto abbastanza, ma dobbiamo continuare a proteggere la frontiera esterna europea – ha concluso Suica -. Il problema attuale riguarda i minori, ma spero che la questione venga risolta a breve. Il Marocco è un Paese importante per l’Europa, ci sono interessi reciproci in gioco e loro hanno bisogno di noi. Spero che la vicenda non venga eccessivamente politicizzata, ma la lezione che ne traiamo è che dobbiamo presidiare i nostri confini”.
L’iniziativa, lanciata nel novembre del 2025, è un piano d’azione che si fonda su tre pilastri: le persone come forza trainante per il cambiamento, le connessioni e l’innovazione; economie più forti, più sostenibili e integrate; sicurezza, preparazione e gestione della migrazione. Sul primo fronte, Suica ha citato tra gli altri il progetto dell’Università del Mediterraneo, una rete tra gli atenei europei e del Nord Africa per “mettere in contatto i giovani del Mediterraneo – ricercatori, studenti e chiunque sia interessato a partecipare. Naturalmente, la decisione di aderire spetta alle singole università, ma credo che saranno disponibili a farlo. Abbiamo già avviato delle discussioni con alcune di esse e riteniamo che questa sia la strada giusta”.
“Nel suo rapporto, Enrico Letta promuove il “diritto di restare”. Si realizza solo creando le condizioni affinchè le persone possano effettivamente rimanere. Parlo in questi termini perchè mi occupo anche di demografia – ha detto il commissario Ue -: per me è fondamentale creare le condizioni affinchè i giovani possano restare in Italia, ma dobbiamo anche aiutare le persone a rimanere in Siria. Se abbiamo bisogno di esperti, stipuliamo dei partenariati per i talenti. Alcuni politici fanno un uso improprio della questione, mescolando deliberatamente migrazione legale e illegale. L’immigrazione illegale è fuori discussione: siamo contrari e la stiamo combattendo. Stiamo facendo tutto il possibile per contrastarla”. “Stipuliamo accordi di partenariato sui talenti con i governi dei vari paesi e accogliamo alcuni dei loro esperti, avendo però cura di non causare una fuga di cervelli. Agiamo in collaborazione. E’ fondamentale che i cittadini ne siano consapevoli, dato che abbiamo un reale bisogno di manodopera”.
“Si tratta, in sostanza, di trovare una soluzione complessa ed equilibrata a diverse esigenze”, ha aggiunto. “Stiamo cercando di sostenere lo sviluppo di questi Paesi attraverso investimenti in loco, incoraggiando le aziende europee a investire in quell’area del mondo, in particolare nelle energie rinnovabili – ha detto ancora Suica -. Puntiamo a produrre energia rinnovabile in loco, consentendo di abbattere i costi di produzione, nell’ottica di affrancarci dai combustibili fossili, e in particolare da quelli di Putin, questo è il nostro obiettivo. Naturalmente non è un’impresa semplice, poichè richiede la realizzazione di interconnessioni tra Spagna e Marocco, tra Tunisia e Italia, tra Egitto e Grecia. Se riusciremo a costruire questi collegamenti, l’energia sarà effettivamente più economica. Oltre a favorire lo sviluppo di questi Paesi, questa produzione energetica crea nuove opportunità di lavoro per i giovani del luogo”.
“Stiamo sottoscrivendo accordi di partenariato con tutti i paesi coinvolti. Attualmente, abbiamo accordi di partenariato globale con Tunisia, Egitto e Giordania. Ne stavamo per firmare uno anche con il Marocco, ma la procedura è in sospeso a causa degli eventi del 31 luglio (la crisi di Ceuta, ndr). Abbiamo inoltre avviato negoziati per accordi analoghi con Bahrain ed Emirati. Siamo quasi arrivati a una conclusione con l’Arabia Saudita e anche con il Qatar. Tali accordi di partenariato non riguardano solo la migrazione, ma anche economia, energia, istruzione, scambi interpersonali e qualsiasi altro aspetto oggetto di negoziazione nei nostri accordi bilaterali. Cerchiamo di creare soluzioni reciprocamente vantaggiose. E’ questo l’approccio che stiamo seguendo”.
Non vi è alcuna prova che la crisi dei migranti a Ceuta sia stata in qualche maniera provocata dalle autorità del Marocco, ha inoltre ha sottolineato il commissario europeo per il Mediterraneo. “Sono in costante contatto con il ministro degli Esteri marocchino, Nasser Bourita, fin dal primo giorno. Non vi è alcuna prova che siano loro a strumentalizzare la situazione o a usarla come arma. Nessuna prova – ha spiegato Suica -. La questione di questo presunto uso strumentale andrebbe verificata, ma non spetta alla Commissione condurre tali indagini. Allo stesso tempo, la loro disponibilità a riaccogliere tutte queste persone nel giro di uno o due giorni dimostra che non sono stati loro a orchestrare la situazione”.
Le trattative per un accordo di partenariato strategico e globale tra Ue e Marocco “sono attualmente in sospeso perchè vogliamo vedere un loro reale impegno e la volontà di aiutarci a risolvere il problema – ha sottolineato il commissario europeo -. Naturalmente, ci sono ancora dei minori – tra i mille e i duemila – che si trovano lì, il Marocco è disposto ad accoglierli, ma il problema è che le autorità spagnole necessitano di garanzie scritte da parte di quelle marocchine sull’accettazione di queste persone. Dobbiamo attenerci al diritto internazionale: le autorità spagnole sono tenute a rispettarlo e non possono rimpatriare i minori senza garanzie, ad esempio in assenza di contatti con le famiglie o situazioni analoghe. E’ quindi in corso un lavoro di coordinamento tra il ministro degli Esteri spagnolo e le autorità marocchine. Stiamo cercando di fornire assistenza per gestire la situazione”.
“Si tratta della nostra frontiera esterna, la frontiera esterna dell’Europa, e dobbiamo occuparcene. Non sto incolpando nessuno, non voglio dire che le autorità spagnole non abbiano fatto abbastanza, ma dobbiamo continuare a proteggere la frontiera esterna europea – ha concluso Suica -. Il problema attuale riguarda i minori, ma spero che la questione venga risolta a breve. Il Marocco è un Paese importante per l’Europa, ci sono interessi reciproci in gioco e loro hanno bisogno di noi. Spero che la vicenda non venga eccessivamente politicizzata, ma la lezione che ne traiamo è che dobbiamo presidiare i nostri confini”.
– Foto sat/Italpress –
(ITALPRESS).
