Lo Stretto al centro della scienza mondiale: a Messina il workshop europeo “Geo-INQUIRE”

Giuseppe Palamara

Lo Stretto al centro della scienza mondiale: a Messina il workshop europeo “Geo-INQUIRE”

venerdì 17 Aprile 2026 - 07:28

Mentre il dibattito sul Ponte e sulle grandi opere anima la città, i massimi esperti europei di geofisica si riuniscono al Royal Palace per ridisegnare le mappe della pericolosità sismica e da tsunami tra le due sponde.

Messina torna a essere la capitale mondiale della sismologia. Da domenica sera, la nostra città ospita un evento di caratura internazionale che vede protagonisti i vertici dell’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) e i partner del progetto europeo Geo-INQUIRE.

Un “Hackathon” per la sicurezza dello Stretto

Non è il solito convegno di facciata. Al centro dei lavori, che si protrarranno fino a mercoledì presso il Royal Palace Hotel, c’è un vero e proprio “Hackathon” scientifico: una maratona di dati in cui ricercatori provenienti da tutta Europa si confrontano per affinare i modelli di pericolosità.

Il termine chiave di questi giorni è il WoE (Weight of Evidence). Si tratta di un approccio statistico d’avanguardia che permette di “pesare” ogni prova geologica, storica e satellitare per prevedere con maggiore precisione come il terreno dello Stretto potrebbe reagire a futuri eventi sismici o a fenomeni di maremoto.

Il “giallo” delle faglie fantasma

Non tutto ciò che appare sulle mappe digitali o nei titoli sensazionalistici corrisponde però alla realtà geologica accertata, ad esempio La “Active geological fault” spiattellata sulla costa tra Taormina e Messina proprio non esiste. È necessario distinguere tra evidenze scientifiche consolidate e ipotesi interpretative talvolta troppo “spinte” dalla risonanza mediatica. Nello specifico, la comunità scientifica internazionale invita alla cautela su tali presunte “faglie attive” ipotizzate qua e là nello Stretto di Messina e/o lungo la costa tra Taormina e Messina.

L’obiettivo di incontri come quello del Royal Palace è proprio quello di ripulire i modelli da possibili errori di interpretazione, garantendo che le decisioni sulla sicurezza del territorio si basino solo su dati oggettivi e verificati, lontano dalle semplificazioni talvolta diffuse da canali divulgativi non specialistici. Come sapete purtroppo alcune università italiane hanno pessimi ricercatori ma un efficientissimo Ufficio Stampa, che spara monnezza scientifica sul Corriere della Sera, sui canal RAI, su GeoPop. Pay attention gente vi dice il vostro Palamara.

Perché Messina?

L’organizzazione a Messina, fortemente sostenuta da figure di spicco come Gianluca Valensise (uno dei sismotettonici più esperti a livello globale), non è casuale. Lo Stretto non è solo un laboratorio naturale unico al mondo, ma è il luogo dove la scienza deve farsi “servizio” per la pianificazione urbana e la protezione civile.

“Organizzarlo qui era quasi doveroso”, trapela dagli ambienti scientifici. Sebbene il cuore dei ricercatori batta tra le due sponde (con un occhio sempre rivolto anche a Reggio Calabria), la logica della ricerca non cambia: l’obiettivo è integrare i dati più recenti sulle faglie attive — scoperte anche a grandi profondità — per garantire che ogni futura infrastruttura o piano di emergenza poggi su basi solide.

Gianluca Valensise, un amico del Ponte, che sarà tra i relatori al Workshop del Royal Palace

Elenco completo relatori

Roger Urgeles (CSIC), Savas Ceylan, Laurentiu Danciu (ETH), Andrey Babeyko, Graeme Weatherill (GFZ), Gareth Davies (Geoscience Australia), Roberto Basili, Giovanni Lanzano, Stefano Lorito, Francesco E. Maesano, Alessio Piatanesi, Andrea Rovida, Antonio Scala, Gianluca Valensise (INGV), Thomas Ulrich (LMU), Bill Fry (NGS New Zealand), Finn Løvholt (NGI), Fatemeh Jalayer (UCL), Manuel J. Castro (UMA).

Cosa aspettarsi

Nei prossimi giorni, i risultati di questo workshop europeo potrebbero fornire nuovi tasselli fondamentali per comprendere il comportamento delle “cascate di eventi” (terremoti che generano tsunami). Per Messina, ospitare il progetto Geo-INQUIRE significa confermare il proprio ruolo di nodo cruciale nella rete della ricerca geofisica d’eccellenza.

Restate sintonizzati su Ponte Live per ulteriori approfondimenti e per capire come questi studi influenzeranno la visione del nostro territorio nei prossimi anni.

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