ATM, De Luca calpesta la dignità sindacale e fa uno sgarbo al Prefetto

Redazione

ATM, De Luca calpesta la dignità sindacale e fa uno sgarbo al Prefetto

martedì 31 Marzo 2026 - 09:37

Un fatto mai successo prima d’ora nella storia del sindacato italiano. E’ destinata a deflagrare la vicenda che ha visti protagonisti (in negativo), i rappresentanti di tutte le sigle sindacali (tranne la Cisl), “costretti” a negoziare una vicenda aziendale dell’ATM Messina, al chiuso di una segreteria politica e con un soggetto che non ha alcun ruolo all’interno dell’azienda Partecipata di Palazzo Zanca.

Cateno De Luca in preda al delirio di onnipotenza

I sindacalisti sono stati convocati domenica sera, prima a Fiumedinisi, e solo in un secondo momento a Messina, dal leader di “Sud chiama Nord”, Cateno De Luca per tentare di conciliare una vicenda che vedeva contrapposti i sindacati e la governance dell’ATM Messina.

Oggetto del contendere alcuni trasferimenti-promozione di dipendenti iscritti all’UGL, il sindacato vicino all’ex presidente di ATM, Pippo Campagna. Un ordine di servizio che ha scatenato la reazione delle organizzazioni sindacali, al punto che è stato avviato l’iter per le procedure di raffreddamento.

Sullo sfondo una “faida” fra l’ex presidente Campagna e il suo successore, Carla Grillo. Ieri mattina, avrebbe dovuto tenersi un incontro all’ATM Messina (rinviato dall’azienda), dopo l’intercessione di Cateno De Luca. Gli effetti dell’incontro si sono visti subito, dal momento che ieri mattina il direttore generale dell’azienda, Pietro Picciolo (il tesoriere di Sud chiama Nord), ha revocato i provvedimenti dei trasferimenti dei lavoratori.

Solo la Cisl, sindacato che nonostante il supporto all’amministrazione De Luca in occasione del cosiddetto “Salva Messina”, ha tenuto la schiena dritta ed ha reiterato la richiesta di avvio delle procedure di raffreddamento. Tutte le altre sigle si sono astenute dal farlo, calpestando la dignità sinadacale.

La prefetta di Messina Cosima Di Stani

La palla adesso passerà al prefetto di Messina, Cosima Di Stani, la quale dovrà tentare la conciliazione. Prerogativa che spetta al rappresentante del governo e di certo non ad un leader di partito. Da parte di Cateno De Luca c’è stato uno sgarbo istituzionale e una becera mancanza di rispetto nei confronti del prefetto di Messina. A proposito, recentemente l’immagine della prefetta Di Stani è stata “usata” in maniera inappropriata dal candidato del gruppo-De Luca, Pietro La Tona, in post propagandistico su FB, in cui viene ritratta in sua compagnia in occasione di un evento pubblico presso la scuola Minutoli.

La vicenda è comunque deflagrata in piena campagna elettorale. Ma non solo, visto che l’irrituale riunione ha visto protagonisti rappresentanti sindacali locali. Le segreterie regionali e nazionali dei sindacati potrebbero, anzi dovrebbero, intervenire su una vicenda che non ha un solo precedente nella storia dei sindacati italiani.

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