Fortuna che dovevano guidare il cambiamento. L’ATM Messina da “riserva di caccia” si è trasformato in un campo di scontro fra ex presidenti. Pippo Campagna e Carla Grillo litigano e deve intervenire Cateno De Luca a fare da paciere.
E’ scoppiata una “faida” all’interno dell’ATM Messina. L’azienda dei trasporti è diventata una polveriera pronta ad esplodere da un momento all’altro. Ieri sera è dovuto intervenire Cateno De Luca per disinnescare un’autentica bomba in piena campagna elettorale.
Il nodo del contendere sta tutto in spostamenti di uffici con mansioni migliorative di alcuni dipendenti dell’ATM iscritti ad un sindacato vicino all’ex presidente Giuseppe Campagna. La competizione elettorale è alle porte e qualche “spostamento strategico” potrebbe generare malcontento. Se per qualcuno è un vantaggio, per qualche altro è uno svantaggio.
I sindacati, rispetto all’ordine di servizio del direttore generale facente funzione, Pietro Picciolo, per intenderci il “tesoriere” di Sud chiama Nord e Ti Amo Sicilia, dello scorso 27 marzo è stato revocato questa mattina. Niente trasferimenti dei dipendenti a fare data dal giorno 1 aprile 2026.
La decisione sarebbe stata assunta su precisa richiesta.
Ieri sera a tarda ora, Cateno De Luca, ha ricevuto (pare sia stato lui a convocarli), alcuni rappresentanti sindacali presso la sua segreteria politica Messina.
Il clima non è per niente sereno. I sindacati hanno chiesto conto e ragione delle ultime decisioni assunte dalla governance dell’ATM e soprattutto chiesto precise garanzie.
Il risultato, intanto, è stato lo stop ai trasferimenti del dipendenti.
Sullo sfondo c’è comunque uno scontro violentissimo fra Pippo Campagna e l’avv. Carla Grillo. Uno scontro senza esclusione di colpi che potrebbe sfociare in qualche dichiarazione pubblica.
Di sicuro non c’è serenità all’ATM, ritenuta una riserva di caccia da Cateno De Luca ma che adesso sta diventano un terreno di scontro e di faide interne anche fra gli stessi dipendenti.

