Camera Penale Messina: “La vittoria del No è indiscussa”

Redazione

Camera Penale Messina: “La vittoria del No è indiscussa”

martedì 24 Marzo 2026 - 12:14

Sull’esito del referendum interviene la “Camera Penale di Messina – Pisani/Amendolia” con una nota del direttivo.

“La vittoria del NO è indiscussa: gli italiani si sono espressi chiaramente contro questa riforma.

Ai sostenitori del SI’, e tra costoro, agli Avvocati, in quanto parte soccombente della competizione elettorale, non resta che prendere atto del voto e rispettare la volontà del popolo, non senza l’orgoglio e la consapevolezza, però, di avere combattuto una (anzi, la) battaglia giusta.

Noi avvocati torneremo – perciò – nelle aule di giustizia a batterci, come ogni giorno, in difesa dei più deboli, di chi si trova processualmente nella posizione più svantaggiata, perché questo è il nostro dovere, ed è la cosa giusta.

La vicenda referendaria appena conclusasi ci ha consegnato, però, una magistratura diversa da come era stata intesa sinora (e forse il non averlo immaginato da parte dei sostenitori del SI’ ha contribuito alla sconfitta referendaria): una magistratura fattasi “parte” – militante e vittoriosa – di una competizione elettorale, alla quale, per la prima volta nella storia, ha partecipato schierandosi apertamente come soggetto politico, alleandosi con partiti politici e comitati sostenitori del NO, e costituendone e sponsorizzandone uno.

Una magistratura così apertamente schierata, potrà essere (ed apparire) custode di quell’autonomia ed indipendenza che le derivano dalla sua sottoposizione soltanto alla Legge, come vuole la Costituzione? La ricerca e l’ottenimento del consenso della maggioranza del popolo italiano non rischiano di generare inevitabilmente una responsabilità “politica” della magistratura verso i compagni di cordata (che speriamo si fermi soltanto ai – non proprio opportuni – festeggiamenti in comune), di assai dubbia compatibilità con l’autonomia ed indipendenza del potere giudiziario ?

Alla magistratura il difficile compito di dare a questi interrogativi la risposta giusta.

Non ci resta, allora, che continuare a confidare nelle doti di equilibrio, competenza, onestà dei singoli magistrati (che per fortuna sono in massima parte affidabili).

Ma, appunto, per fortuna”.

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