Riceviamo e pubblichiamo la replica di Katia Di Blasi, direttore generale del Papardo, dopo la nota di ieri delle organizzazioni sindacali.
“Stupisce il comunicato inoltrato agli organi di stampa dalle organizzazioni sindacali con il quale si contesta la mancata distribuzione di risorse relative al fondo contrattuale per la retribuzione degli incarichi denunciando una “anomalia gestionale” per la parte residua non distribuita. Quanto premesso, si confuta l’assunto dalle OO.SS. in quanto: la somma residuale degli incarichi di circa 2,4 milioni di euro, come più volte ribadito, è riferita all’anno 2024 ed è stato oggetto di redistribuzione allo stesso personale dirigente medico sotto forma di incremento della retribuzione di risultato così come previsto dall’art. 72 c. 3 dal CCNL vigente pro tempore; ogni dirigente medico ha un suo incarico regolarmente conferito e retribuito e non vi sono risorse “strutturali” non distribuite a causa della mancata attribuzione degli incarichi dovuti al personale medico, ma il residuo è relativo alle posizioni da conferire alle unità di personale medico da assumere negli spazi ancora disponibili della pianta organica; non vi è alcun blocco delle assunzioni, anzi, nel rispetto del tetto di spesa stabilito dall’assessorato regionale, atteso che si sta procedendo alla sostituzione del personale cessato dall’impiego e sono in corso le procedure di reclutamento finalizzate all’assunzione di ulteriori nuovi medici tra cui direttori di U.O.C.
A seguito delle molteplici diffide di ricorrere alle diverse sedi giurisdizionali da parte delle sigle sindacali, è stato più volte evidenziato che è intendimento di questa direzione strategica porre in essere un piano di riorganizzazione interna che preveda, anche grazie ad un modesto incremento del tetto di spesa concesso dalla Regione – ma ancora globalmente insufficiente rispetto alle complessive necessità assunzionali dell’Azienda -, sia la riorganizzazione strutturale operativa in termini di unità di risorse umane sia l’adozione di un piano assunzionale che comporterà il rafforzamento dei servizi produttivi e la eliminazione dei sprechi, con l’obiettivo di incrementare la qualità e la quantità dei servizi offerti all’utenza. Ciò comporta che le risorse residue disponibili, non possono essere distribuite incrementalmente al personale già destinatario di incarichi funzionali storicizzandolo rendendolo “strutturale” in quanto tale incremento, da un lato inficerebbe la possibilità di procedere alla riorganizzazione dei servizi della struttura aziendale, dall’altro priverebbe della remunerazione dell’incarico il personale da assumere! Occorre rappresentare, altresì, che quanto oggi contestato dalle organizzazioni sindacali è stato oggetto di un parere formulato all’Aran che ha condiviso l’azione di questa azienda ospedaliera, affermando che non vi è obbligo della distribuzione integrale del fondo di posizione tramite l’incremento della variabile aziendale qualora il mancato utilizzo delle risorse non sia strutturale”.

