Lavoratori fragili, lettera aperta al futuro sindaco

Redazione

Lavoratori fragili, lettera aperta al futuro sindaco

sabato 21 Marzo 2026 - 09:33

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Daniela Briuglia, fondatrice e amministratrice del gruppo su Facebook “lavoratori fragili uniti” con migliaia di iscritti da tutta Italia.

Caro futuro Sindaco del Comune di Messina,

non so ancora chi sarai, ma sento profondamente il bisogno di rivolgermi a te con queste parole, cariche di speranza e di fiducia.

Ti scrivo per chiederti di continuare a tutelare me e tutti i lavoratori fragili e con disabilità del Comune di Messina, persone che ogni giorno affrontano difficoltà invisibili ma reali, senza mai rinunciare alla dignità del lavoro.

Fortunatamente, le precedenti amministrazioni hanno dimostrato sensibilità e responsabilità, prorogando il lavoro agile e dando concreta attuazione alla normativa europea prevista dalla direttiva 2000/78/CE che, all’articolo 5, riconosce il diritto agli accomodamenti ragionevoli per le persone con disabilità. E il lavoro agile, per noi, non è un privilegio: è un diritto, è una possibilità concreta di continuare a vivere e lavorare.

Per chi convive con gravi patologie, lavorare da casa ha rappresentato in questi anni una vera salvezza. Ci ha permesso di dare il meglio di noi, senza essere costretti a ricorrere continuamente alla malattia quando le nostre condizioni non ci consentivano di uscire di casa, evitando così non solo la perdita economica, ma anche il rischio di superare i limiti di comporto e perdere il lavoro.

Per un lavoratore fragile, anche un gesto semplice come prendere un mezzo pubblico può diventare un rischio serio, soprattutto in presenza di immunodepressione. Le nostre malattie spesso ci sottraggono energia e forza: riusciamo a lavorare da casa, con impegno e responsabilità, ma raggiungere quotidianamente il luogo di lavoro, per molti di noi, è semplicemente impossibile.

A rafforzare questo diritto interviene anche il nuovo articolo 5-bis della Legge 104/1992, introdotto dal decreto legislativo n. 62 del 2024, che obbliga il datore di lavoro a garantire accomodamenti ragionevoli, purché non comportino un onere eccessivo. Nel caso del lavoro agile, è evidente come non vi sia alcun aggravio per l’amministrazione, che anzi beneficia di un risparmio sui costi.

Anche la giurisprudenza si è espressa chiaramente: la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 605 del 10 gennaio 2025, ha riconosciuto il diritto al lavoro agile per cinque giorni a settimana a un lavoratore con disabilità, confermando quanto questo strumento sia essenziale e legittimo.

Ti chiedo, quindi, di ascoltare la nostra voce, di guardare oltre le carte e le norme, e di riconoscere nelle nostre storie la necessità di continuare su questa strada di civiltà e inclusione.

Con fiducia, certa della tua sensibilità, ti ringrazio fin da ora.

Daniela Briuglia

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenta