Piera Aiello, testimone di Giustizia, già parlamentare nazionale e candidata con la lista “Libertà” di Cateno De Luca alle scorse europee, ha affidato alla sua pagina FB una pungente lettera aperta rivolta a Cateno De Luca, nella quale “ricusa” quello che si era proposto come modello di buon governo. Una lettera dai toni forti.
“Caro Cateno, sono Piera Aiello, la mia storia la conosci. Ho accettato di candidarmi con te alle elezioni europee perché risultavi essere colui il quale voleva lottare contro “la banda bassotti”. Eri contro Schifani, eri contro il sistema, peccato però che la banda bassotti te la sei mangiata. Si, ti sei messo accanto quello che tu stesso chiamavi ologramma e che poi è diventato “padre nobile”, quello stesso Schifani che per anni hai vituperato.
Ti scrivo perché da giorni punti il dito contro quello che tu chiami il tuo “figlioccio”, che ha osato lasciarti per la tua incoerenza. Tu non vuoi un figlioccio o dei figliocci, tu vuoi zerbini che al momento opportuno rispondano ai tuoi comandi, in caso contrario li butti via diffamandoli. Ismaele è stato l’unico degli 8 deputati eletti a rimanere saldamente all’opposizione seguendo il tuo progetto politico, progetto che tu stesso hai fatto naufragare. Oggi ha fondato un movimento che dà speranza al popolo siciliano. Quel popolo che tu hai ingannato, compresa me, che mai mi sarei aspettata il mio leader a braccetto con Schifani dello stesso partito del pregiudicato Berlusconi. Un’amara delusione per chi, come me, ci ha sempre messo la faccia e ha perso la libertà da ben 35 anni per amore della propria terra. Oggi sei tornato all’opposizione credendo che i siciliani siano stupidi e abbiano dimenticato il tuo flirt con l’ologramma Schifani. Vuoi tornare a far parte dell’opposizione? Chiedi scusa e ammetti che Ismaele è stato l’unico a continuare quel progetto politico che ti ha dato oltre 500 mila voti. Non ti innervosire, stai sereno, le urne diranno chi è il figlioccio e chi è il compare. Quando l’allievo supera il maestro, il vero maestro ne va orgoglioso, tu invece ti arrampichi sugli specchi e provi a buttare fango su di un ragazzo che a 32 anni per le lotte che sta facendo vive sotto scorta, dopo appena tre anni di deputazione, in quello stesso Parlamento che tu frequenti da 20 anni.
Ti scrivo questo per la stima che ho avuto nei tuoi confronti e che tu ben sai.
Ti abbraccio”.
Piera Aiello, testimone di giustizia

