Si accende lo scontro all’Azienda Ospedaliera Papardo sulla gestione delle risorse destinate alla dirigenza medica. Le principali organizzazioni sindacali hanno inviato una dura nota alle istituzioni regionali e nazionali denunciando quella che definiscono una “anomalia gestionale macroscopica”: un residuo economico di circa 2,4 milioni di euro, pari a oltre il 25% del fondo di posizione complessivo. Secondo i sindacati, l’Azienda avrebbe classificato tali somme come un semplice avanzo a consuntivo del 2025, mentre si tratterebbe in realtà di risorse strutturali non distribuite a causa della mancata attribuzione degli incarichi dovuti ai dirigenti medici. Una situazione che, sostengono le sigle firmatarie, determinerebbe una violazione delle norme contrattuali e un danno concreto alla progressione economica e professionale del personale. La contestazione investe anche la coerenza della programmazione aziendale. I sindacati sottolineano come il previsto ridimensionamento dei posti letto – da 390 a 336 – e i vincoli normativi sul numero delle strutture, insieme al dichiarato blocco delle assunzioni per il superamento del tetto di spesa, renderebbero “irrealistica e pretestuosa” l’ipotesi di accantonare risorse per incarichi o assunzioni future. “Non si può parlare di prudenza gestionale quando si sottraggono risorse vincolate ai diritti contrattuali dei dirigenti – affermano le organizzazioni sindacali –. Quei fondi devono essere utilizzati integralmente e non possono trasformarsi in risparmi di bilancio”. Nel documento trasmesso all’Assessore regionale alla Salute, al Dipartimento Pianificazione Strategica, all’ARAN e alla Direzione Generale del Papardo, i sindacati chiedono la rettifica immediata della comunicazione aziendale, l’erogazione dei residui del fondo 2025 e l’avvio urgente delle procedure per la graduazione e l’assegnazione degli incarichi ai medici ancora privi di posizione. Le sigle denunciano inoltre la mancata apertura di un confronto negoziale, nonostante i ripetuti solleciti inviati nell’ultimo anno. Il clima resta teso. In assenza di risposte concrete, avvertono le organizzazioni firmatarie, la vertenza è destinata a spostarsi nelle sedi giudiziarie e amministrative, con possibili ricadute anche sul piano della responsabilità contabile nella gestione delle risorse pubbliche.
Le Organizzazioni Sindacali firmatarie: Livio Andronico e Orazio Bonanno UIL FP; Giuseppe Costa, Segre. Prov. CISL Medici; Antonio Trino e Guglielmo Catalioto FP-CGIL; Rosario Di Carlo e Antonio Morabito FVM; Cloromiro Angotta e Giuseppe D’Angelo CIMO; Giuseppe Picone AAROI EMAC.

