Definita la griglia di partenza dei candidati sindaco di Messina. Come nel 2022, saranno 5 gli aspiranti alla carica di primo cittadino di Messina. Ma con un quadro politico completamente mutato ed equilibri in campo ben diversi.
Il dato statistico contro Basile
Iniziamo da un dato statistico storico. Messina non ha mai eletto un sindaco per due volte consecutive. Non è mai accaduto perché prima d’ora e questo pone l’uscente Federico Basile nella “scomoda” posizione di dovere neutralizzare un dato storico. I messinesi non hanno mai eletto consecutivamente un sindaco perché all’atto del voto, al di là delle narrazioni, utilizzano la matita come una bacchetta.

Stesso numero di candidati, forze diverse
Rispetto al 2022, quando Basile venne eletto a furor di popolo ottenendo il trascinamento di Cateno De Luca, all’epoca al massimo della sua popolarità, il numero dei candidati è identico. Ma identiche non sono le forze in campo. Nel 2022, tolta la scelta tardiva e sbagliata del centrodestra con Croce (bocciato dalla sua stessa coalizione), e il candidato del centrosinistra, Franco De Domenico, la cui performance è stata in linea con la forza della sua coalizione, i “civici” in campo, ovvero Salvatore Totaro e Gino Sturniolo, non hanno spostato una gran messe di voti (avendo ottenuto rispettivamente il 2,2% e l’1,6%).
Oggi il quadro è cambiato e certamente, al di là delle performace di Marcello Scurria e Antonella Russo, certamente il “civico” Gaetano Sciacca è accreditato di una percentuale piuttosto ampia rispetto alla reale “forza” del gruppo che lo sostiene. Poi c’è Valvieri che più che un candidato sindaco rappresenta una sorta di “cavallo di Troia” in favore di Basile. Ma comunque è sempre poca cosa, da un punto di vista politico.
Il nuovo quadro politico
Messina non è la stessa di 4 anni. Se il “campo largo” si è fatto trovare impreparato dopo le dimissioni di Basile, il centrodestra invece ha mostrato compattezza presentando il candidato Marcello Scurria il giorno successivo alle dimissioni del sindaco “dimissionato”.
A questo si aggiunga il “costo” che dovrà pagare Basile per delle scelte amministrative che hanno allontanato parte del suo elettorato. Il tema della viabilità potrebbe “cancellare” le cose buone fatte dalla giunta uscente.
De Luca la “zavorra” di Basile
Mentre nel 2022 Basile venne eletto grazie a De Luca, il quadro di oggi è capovolto. Basile paga la presenza ingombrante del suo leader che lo potrebbe penalizzare fortemente. De Luca, insomma, da risorsa si è trasformato in una pericolosa “zavorra” per lo stesso Basile.

