Alzi la mano chi non ha “saltato” per una dimenticanza il pagamento di una multa o un F24 di tributi locali. Succede a chiunque e lo dimostra questa notizia risalente all’ottobre del 2019, quando l’allora sindaco Cateno De Luca, al centro di un’aspra polemica per alcuni articoli sui giornali, ammise di avere messo a posto la sua posizione con il Comune di Messina.
Solo tre assessori si otto erano in regola con i tributi comunali. Risultavano buoni pagatori il vicesindaco Salvatore Mondello, l’assessore Massimiliano Minutoli ed Enzo Caruso. Gli altri si sono premurato a saldare il dovuto dopo che era uscita la notizia del mancato pagamento. Compreso Cateno De Luca.
A comunicarlo fu stato lo stesso primo cittadino, che nel corso di una seguitissima diretta Facebook, con migliaia di cittadini ansiosi di conoscere i nomi “blasonati” annunciati a più riprese dal sindaco. Lui stesso ammise che a far parte della lunga schiera di messinesi evasori c’erano gran parte dei suoi uomini, in carica ormai da più di un anno, che tuttavia avevano regolarizzato la loro posizione solo da poco: «Ne avevamo già parlato. Credete che avrei lanciato il progetto “u pisci feti da testa” senza ratificare prima la sistemazione della nostra posizione?», annuncia candidamente, prima del consueto e scomposto attacco alla stampa. «Da qui si dà l’esempio», disse all’epoca dei fatti.
«Neanche io ero a posto, perché mi risultavano gli ultimi 6 mesi del 2018 di Imu non pagati (1.100 euro)», spiegò il sindaco, mentre qualcun altro “aveva saltato qualche versamento o non ha pagato la Tari negli ultimi anni”.
Poi aggiunse: «In questi giorni tutti hanno versato e si sono regolarizzati. Tutti quanti abbiamo delle difficoltà, non pensate che qui navighiamo negli ori».
La notizia torna di stretta attualità perché il sindaco di Taormina chiede ripetutamente al candidato sindaco del centrodestra, Marcello Scurria, di esibire le bollette della TARI. Una richiesta legittima anche se insistita, perché tutti devono pagare i tributi locali, ma occorre sottolineare riproponendo questa notizia che chiunque può dimenticare di pagare 1.100 euro, compreso un sindaco in carica.
D. Gam.

