Social City, la Uil-FP ricorre al Tribunale per le ultime delibere

Redazione

Social City, la Uil-FP ricorre al Tribunale per le ultime delibere

mercoledì 04 Marzo 2026 - 15:25

La UIL FP di Messina rende noto di avere depositato, con l’assistenza dello studio legale Rizzo e Vadalà del Foro di Messina, presso il Tribunale di Messina – Sezione Lavoro un ricorso per comportamento antisindacale nei confronti della Messina Social City, denunciando la grave violazione delle prerogative sindacali nelle recenti decisioni assunte dal Consiglio di Amministrazione dell’azienda. Nel mirino del sindacato vi sono le deliberazioni adottate dal CdA il 27 gennaio 2026 con cui sono stati approvati il nuovo organigramma e funzionigramma aziendale, la dotazione organica per il triennio 2026-2028, le progressioni verticali per diversi profili professionali e interventi sull’orario di lavoro dei dipendenti. Si tratta di scelte che incidono profondamente sull’organizzazione del lavoro – rendono noto il segretario generale di Messina Uil-FP Livio Andronico, Maria Teresa Girolamo (segretaria aziendale Messina Social City) e Antonio Vinci (responsabile Dipartimento Terzo Settore Uil-FP) –, sulle prospettive occupazionali e sulle condizioni dei lavoratori di un’azienda che conta oltre 1.300 dipendenti e gestisce servizi sociali fondamentali per la città. Decisioni che, secondo la UIL FP, sono state assunte senza alcuna preventiva informazione né confronto con le organizzazioni sindacali, in violazione del CCNL delle Cooperative Sociali e delle norme che regolano le relazioni sindacali. Particolarmente grave, secondo la UIL FP, è il fatto che tali provvedimenti siano stati adottati in tutta fretta e alla vigilia delle dimissioni del Consiglio di Amministrazione, determinando scelte su progressioni di carriera, ampliamenti di orario e nuova organizzazione dei servizi senza alcun coinvolgimento delle rappresentanze dei lavoratori. Il sindacato evidenzia inoltre come alcune misure previste possano determinare vantaggi per una parte limitata del personale a discapito della maggioranza dei lavoratori part-time, senza criteri condivisi e senza il necessario confronto con le organizzazioni sindacali. Prima di ricorrere al giudice, la UIL FP aveva inviato formali diffide all’azienda chiedendo l’annullamento delle delibere e la sospensione delle procedure di selezione interna per le progressioni verticali, nel tentativo di ripristinare corrette relazioni sindacali. Le richieste sono rimaste senza risposta. Con il ricorso presentato al Tribunale, la UIL FP chiede quindi che venga accertato il carattere antisindacale delle condotte contestate, ordinandone la cessazione e la rimozione degli effetti degli atti adottati. “La UIL FP – sottolinea la Uil-FP – continuerà a difendere con determinazione i diritti dei lavoratori e il rispetto delle regole che devono governare le relazioni tra azienda e sindacato. Trasparenza, equità e confronto non possono essere aggirati con decisioni calate dall’alto”. “La nostra iniziativa – concludono – nasce esclusivamente dalla volontà di tutelare i diritti dei lavoratori e di ristabilire corrette e trasparenti relazioni sindacali all’interno di una realtà che   gestisce servizi sociali fondamentali per la città. Nessuna decisione che incide sull’organizzazione del lavoro e sulle condizioni dei dipendenti può essere adottata senza il necessario confronto con le rappresentanze sindacali.”  

Concludono i sindacalisti della Uil-FP  

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