La corsa contro il tempo si concluderà domani, quando le dimissioni del sindaco Basile diventeranno efficaci, ma nel frattempo abbiamo assistito ad uno spettacolo da prima Repubblica. Quelli che c’erano prima – ricordiamo che i partiti non governano Messina da ben 14 anni – sono stati solo dilettanti allo sbaraglio a confronto di quello che è stato fatto da De Luca e Basile.
Oggi solo in programma ben tre conferenze stampa a Palazzo Zanca che culmineranno con l’inaugurazione di un cartello turistico (avete letto bene). Ma è solo l’atto finale di un’orribile rappresentazione politica che è il segnale inequivocabile di debolezza di un’amministrazione uscente, non più sicura del consenso dei cittadini. Del resto, il quadro politico rispetto a 4 anni addietro è cambiato, il sindaco Basile si deve confrontare con gli umori del suo operato. Certo, avere creato un “cerchio magico” potrebbe portargli consensi da una parte della città che vive come un “parassita” che si nutre del sangue degli altri concittadini, ma questo potrebbe non essere sufficiente. La ricerca del consenso nel bisogno della gente la sia evince dalle iniziative, come i progetti di inclusione o i tirocini, finalizzate a soddisfare piccole esigenze con paghette temporanee. E poi c’è la corsa alle assunzioni soprattutto nelle società Partecipate, quegli organismi “speciali” che godono di una certa autonomia gestionale. Assunzioni e stabilizzazioni coincidenti, guarda caso, con la scadenza elettorale. Se l’avessero fatto gli altri si sarebbe gridato allo scandalo.
Che dire poi degli eventi già programmati da Palazzo Zanca con impegni di spesa futuri. Spettacoli, sagre e balletti programmati fino al prossimo autunno, in nome di una “correttezza” che non conosce eguali. Correttezza in senso antifrastico, sia chiaro.
Ma tutto questo perché avviene? La risposta è semplice, perché l’amministrazione uscente non è certa del risultato e allora il giocatore di poker quando teme di perdere ricorre a mezzucci per calare la “mano” vincente. Non ha importanza se si tratti di bluff o di un baro (questo lo deciderà chi di competenza), importante è vincere. Ma poi c’è la variabile di cui non si tiene conto. In politica si dice che per ogni bocca sfamata, ne lasci cento a bocca asciutta. Ecco, perché Basile non deve sbagliare i suoi conti.
D. Gam.

