Sul sito della Camera dei Deputati, alla voce elenco donazioni dei partiti politici, “Sud chiama Nord” di fatto è sparito. Nell’elenco del 2026 non c’è traccia del partito di Cateno De Luca. E andando a ritroso le ultime donazioni risalgono allo scorso ottobre. Coincidente con il lancio del Centro studi “Ti Amo Sicilia”, un’associazione di chiara natura politica che non ha l’obbligo di rendere pubblico l’elenco dei donatori.
Addirittura, sul sito di “Sud chiama Nord”, alla voce trasparenza (?), le donazioni si fermano a marzo 2025. Tutto fermo, guarda caso, dopo che è stata aperta l’inchiesta della Procura di Messina sul “sistema delle donazioni” al partito di Cateno De Luca, inchiesta che ancora non si è conclusa, questo è bene specificarlo, e che potrebbe concludersi o con un’archiviazione o con l’emissione di qualche provvedimento. La giustizia funziona così.
A dare il là al lavoro dei magistrati una denuncia presentata da un cittadino di Taormina. Lo ha rivelato lo stesso De Luca durante una delle sue innumerevoli dirette Social.
In teoria chi “finanzia” la “galassia-De Luca” non viene più esposto all’obbligo di legge sussistente per i partiti politici, ovvero quello di rendere noti i nomi.
Non è escluso che Cateno De Luca abbia deciso di esentare nominati, eletti, professionisti ed imprenditori (fino ad ottobre puntuali donatori), dal versare le somme di denaro. Ma se è vero che a dicembre scorso si è tenuta una cena di finanziamento nella quale sono stati raccolti oltre 300mila euro (lo ha detto De Luca), da qualche parte questi soldi devono essere finiti?
“A pensare male si fa peccato….” diceva Giulio Andreotti!
D. Gam.

