L’esperienza insegna. Una cosa è certa, in occasione delle amministrative del prossimo maggio, il centrodestra si farà trovare all’appuntamento compatto. Nessuna divisione, fanno sapere dai tavoli nazionali, regionali e provinciali. Una cosa è certa, la coalizione non intende sbagliare candidato come accaduto in passato e soprattutto intende presentarsi all’appuntamento elettorale in maniera compatta e condivisa. E per questo motivo, nessuno dei partiti della coalizione intende intestarsi la candidatura del sindaco.
Tuttavia, cresce in città la febbre da attesa, dal momento che sul nome non c’è stata alcuna ufficialità da parte del centrodestra che intende disvelarlo più tardi possibile. Lo si capisce dall’attendismo che sta caratterizzando la scelta (dicono comunque ci sia già una certa convergenza e che la decisione è stata presa), di chi dovrà competere per “scalzare” l’uomo di Cateno De Luca.
Frutto di una strategia condivisa? Possibile, dal momento che l’assenza dell’ufficializzazione del nome da contrapporre sta logorando soprattutto il sindaco uscente e ricandidato, Federico Basile. La mancanza di riferimenti su cui concentrare strali e insulti sta indebolendo la campagna elettorale di Sud chiama Nord, già partita dallo stesso momento in cui Basile ha rassegnato le sue dimissioni. Cateno De Luca “spara al alzo zero” in via generica contro quelli che c’erano prima e soprattutto contro il centrodestra, lo stesso con il quale ha condiviso un anno e mezzo di percorso politico all’ARS.
I nomi che fino ad oggi sono usciti rientrano nella rosa ristretta dei “papabili” alla corsa della poltrona di primo cittadino di Messina. In lizza Marcello Scurria, espressione del civismo messinese, candidato che, in caso di ballottaggio, potrebbe pescare anche a sinistra. Ma circola anche il nome dell’ex rettore dell’Università di Messina, Pietro Navarra, e di Orazio Miloro, proposto da FdI assieme al nome dell’avvocato Carlo Autru Ryolo. E poi ci sono i nomi che non sono ancora usciti e che la coalizione sta tenendo in serbo. La febbre dell’attesa sale vertiginosamente e certamente a risentire più di ogni altro è Cateno De Luca che si trova a dovere affrontare l’inizio di una campagna elettorale asprissima, senza un riferimento certo.

