I coportavoce della Federazione Provinciale di Europa Verde di Messina, Andrea Carbone e Katia Gussio, esprimono la più ferma condanna politica per le dimissioni rassegnate dal Sindaco Federico Basile, che rappresentano un grave insulto a Messina e ai messinesi tutti. Non si tratta di un atto di responsabilità, ma di una cinica tattica elettorale dettata dagli interessi del suo patron, Cateno De Luca.
Le dimissioni di un Primo Cittadino dovrebbero essere un atto di alta responsabilità, giustificabile, anzi auspicabile, solo di fronte alla netta consapevolezza di non aver servito adeguatamente la comunità.
La scelta di Basile o è una inconscia ammissione di incapacità amministrativa o è chiaramente dettata da una logica di puro opportunismo; non vi sono alternative.
Federico Basile, che ricordiamo è anche Sindaco Metropolitano, ha comunicato le proprie dimissioni e, nello stesso momento, la sua ricandidatura. Rivelando così l’unico vero obiettivo: provocare il voto anticipato per ragioni che nulla hanno a che fare con il bene di Messina e della sua provincia e tutto con le strategie del suo “dante causa”, Cateno De Luca.
A rendere ancor più grave questa becera manovra è il pretesto utilizzato. Si è tentato di far passare le legittime critiche che il Consiglio Comunale ha mosso all’operato della Giunta come un valido motivo per dimettersi. Questa tesi è inaccettabile e pericolosa. Il controllo, la discussione e la sollecitazione continua sull’azione amministrativa non sono un disturbo, ma l’essenza stessa della vita democratica di un’istituzione. Dichiarare intolleranza verso questo confronto significa dichiarare intolleranza verso la democrazia.
Questo gioco getta la città nell’incertezza in un momento già complesso. Noi di Europa Verde non temiamo il voto e siamo pronti a presentare il nostro progetto per Messina. Ma chiediamo, con forza, rispetto per le Istituzioni e per i cittadini di Messina e dell’intera provincia, che meritano una politica seria, non mosse calcolate per il potere.
Europa Verde chiede sin da ora ai cittadini di riconoscere questo atto per ciò che è: un tradimento della fiducia ricevuta e un insulto all’intelligenza degli elettori.

