La strategia comunicativa di Cateno De Luca si “nutre” (politicamente) delle disgrazie. Lo abbiamo visto all’opera in occasione della pandemia, stiamo assistendo oggi alla ripresa dello “show” continuo delle dirette Fb per il ciclone Harry.
Un politico che di nuovo ha solo la strategia comunicativa, per il resto è stantio. Come le pratiche che l’hanno portato a diventare il dominus della politica messinese. Pratiche farcite di promesse mai mantenute e tante chiacchiere di cui, oggi, i messinesi hanno le tasche piene.
La ripresa della comunicazione Social è coincisa con i danni causati dal ciclone che ha devastato le coste dello Ionio, zone dove l’influenza dello “Sciamano del Nisi” è altissima. La fortuna (per i messinesi) è rappresentata dal fatto che le mareggiate hanno risparmiato la città capoluogo, ma Cateno De Luca sta tentando con i sui modi di coinvolgere anche i messinesi nella “gazzarra” politica.
Trasformare una tragedia in occasione di rilancio politico?
La risposta è sì. Ci vuole tanto cinismo – si deve dirlo – perché non è onestamente corretto sfruttare i danni della natura per un vantaggio politico. Cateno De Luca, del resto, non esita a mostrare con disincanto la mamma sofferente (lo ha fatto anche col padre in un letto di ospedale), per cercare compassione e quindi consenso. Lo fa indistintamente con persone e animali da compagnia, come i gattini che la mamma accudisce come figli. Clementina è diventata “iconica” nelle sue dirette ai margini del torrente di Fiumedinisi.
Ma torniamo al ciclone. Quello che per fortuna non ha seminato morte, ma ha fornito tanti spunti di polemica di basso livello. Le dirette Fb di Cateno e i suoi sindaci-accoliti sono infarcite di accuse e insulti rivolti a chi è deputato al governo dell’emergenza, nel rispetto delle leggi. Così Renato Schifani diventa il bersaglio preferito di un attacco continuo e costante. Come se potesse intercedere con la natura o con la burocrazia dall’altro del suo potere. Cateno De Luca non fa mistero che il suo agire è figlio di una “spettacolariazzione” estrema dei fatti sopravvenuti. Lo dice alla stampa quando deve giustificare la sua scelta di fare dimettere il sindaco di Messina, Federico Basile, l’agnellino politico sacrificale. Lo “Sciamano del Nisi” non fa mistero della sua strategia quando parla della scena e del retroscena. Una rivisitazione artigianale della “metafora drammaturgica”, del sociologo Erwing Goffman, teorizzata nella “Vita quotidiana come rappresentazione teatrale”.
Cateno De Luca si prende la ribalta mediatica, mentre nel retroscena ci sono tutti gli altri. Trasformando la sua azione politica in un grande “circo”.
Davide Gambale

