Un film già visto sul grande schermo di Palazzo Zanca. Se volessimo dargli un titolo: “Il valzer delle dimissioni”. Attore protagonista Cateno De Luca, regia di Cateno De Luca, sceneggiatura di Cateno De Luca, fotografia di Cateno De Luca.
Un film prodotto e distribuito da “Sud chiama Nord” di Cateno De Luca. Una “pellicola” che relega tutti gli altri a semplici “comparse”.
Ieri sera lo “Sciamano del Nisi” ha avuto il proscenio alla trasmissione “Scirocco” di Emilio Pintaldi, su Rtp. Si è sottoposto al fuoco di fila di domande di Lucio D’Amico e Sebastiano Caspanello. Tanti gli argomenti trattati, anche quelli pruriginosi e scomodi, sollecitati dai giornalisti. Cateno De Luca, com’è solito fare, ha detto tutto e i contrario di tutto.
Il capitolo delle dimissioni?
L’ha lasciato aperto, ma la “trama” del film è arcinota perché la pellicola Messina l’ha già vista nel 2022, quando a febbraio iniziò lo “show”. Dimissioni protocollate, poi stracciate, ripresentate a distanza di qualche settimana e quindi diventate esecutive. Era stato eletto a giugno del 2018 e dopo meno di 4 anni ha abbandonato la città di Messina per tentare la grande impresa alla Regione. E andò a finire con un nulla di fatto, benché il partito di De Luca avesse ottenuto un ottimo risultato con l’elezione di 8 parlamentari all’Ars.
Ma da allora acqua sotto i ponti ne è passata tantissima ed ha trascinato con sé anche buonissima parte del consenso ottenuto. L’acqua imperiosa s’è anche portata via cinque parlamentari regionali e un numero considerevole di rappresentanti istituzionali. Il partito di Cateno De Luca ha bisogno di un nuovo rilancio e l’occasione si presenta “ghiotta” per tentare di recuperare terreno.
E così le dimissioni di Federico Basile da sindaco di Messina costituiscono un motivo di rilancio di un’azione politica in picchiata. C’è la convinzione in casa “Sud chiama Nord” che la rielezione di Federico Basile sia certa a Messina, eretta a fortino del feudo deluchiano. E così il tema delle dimissioni si prende la scena politica.
Siccome il film l’abbiamo già visto, è lecito attendersi che il “tira e molla” andrà avanti per qualche settimana, prima della loro efficacia. A fine maggio, inizio giugno si voterà. Ma questa volta il finale del film non è poi così tanto scontato. Certo, tutto dipende dalla volontà del centro-destra di trovare il candidato giusto, anche perché nessuno dei leader locali intende intestarsi la sconfitta.
D. Gam.

