La Uil-Fpl Messina accoglie con grande soddisfazione la sentenza pronunciata dalla Corte d’Appello di Messina – Sezione Lavoro, che ha sostanzialmente respinto l’appello proposto dall’Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico “G. Martino”, confermando l’illegittimità del demansionamento subito da un’infermiera e il conseguente diritto al risarcimento del danno non patrimoniale.

“La Corte ha ribadito l’accertamento del demansionamento, già riconosciuto dal Giudice del Lavoro del Tribunale di Messina, affermando che la sistematica adibizione a mansioni non proprie del profilo professionale integra una grave violazione della dignità, della professionalità e della salute del lavoratore, meritevole di tutela risarcitoria. Il tentativo dell’azienda di sottrarsi alle proprie responsabilità attraverso l’impugnazione della sentenza di primo grado si è rivelato vano: la Corte d’Appello ha infatti sconfessato l’impianto difensivo datoriale, riaffermando che gli infermieri non possono essere utilizzati per supplire strutturalmente alle carenze di personale di supporto. La Uil-Fpl rivendica questo importante risultato, ottenuto grazie all’azione giudiziaria patrocinata dall’avv. Oreste Puglisi, che ha consentito di riaffermare principi fondamentali di legalità e di tutela della dignità professionale degli infermieri. Questa decisione costituisce un precedente di grande rilievo e un chiaro monito alle Aziende sanitarie: i diritti dei lavoratori non sono comprimibili e ogni abuso organizzativo sarà perseguito in tutte le sedi competenti”.
Lo ha dichiarato Livio Andronico, segretario generale Uil-Fpl Messina.

