Cateno De Luca ha fatto sapere di avere consegnato al presidente del Senato, Ignazio La Russa, la bozza di ordinanza di Protezione civile per l’emergenza determinata dal ciclone Harry nel versante dello Ionio. Il M5S indica la strada e chiede procedure snelle. Tutti si affannano non si comprende per cosa, visto che ci sono gli strumenti legislativi per fronteggiare l’emergenza.
Sull’argomento, interviene l’avvocato Marcello Scurria, con una nota con la quale spiega nei dettagli come la situazione vada affrontata al cospetto di un dettato legislativo chiaro. “𝐍𝐨𝐧 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐞 𝐚 𝐧𝐞𝐬𝐬𝐮𝐧𝐨 𝐢𝐧𝐝𝐢𝐜𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐥𝐮𝐧𝐚 𝐨 𝐬𝐩𝐚𝐫𝐚𝐫𝐥𝐚 𝐠𝐫𝐨𝐬𝐬𝐚”. Esordisce Scurria.
“La situazione è seria, terribilmente seria, e sarà affrontata con tutti gli strumenti previsti dalla legge. Il Servizio Nazionale della Protezione Civile italiano, che il mondo ci invidia, è riconosciuto per la sua struttura ben organizzata e l’efficacia nella gestione delle grandi emergenze.Dopo la fase dello stato di emergenza di rilievo nazionale, che non può superare i 12 mesi, ed è prorogabile per non più di ulteriori 12 mesi, è prevista quella di ricostruzione post-calamità. secondo il principio della “riparazione” sociale ed economica dei territori colpiti da eventi calamitosi.Lo stato di emergenza è dichiarato se è necessario un intervento ampio sul tessuto urbanistico ed edilizio delle aree colpite.Lo stato di ricostruzione decorre dalla scadenza dello stato di emergenza di rilievo nazionale, non può eccedere la durata di cinque anni, prorogabili fino a dieci anni e può essere revocato prima della sua scadenza.L’obiettivo della recente riforma è stato quello di definire “un modello unico, volto a garantire certezza, stabilità e velocità dei processi di ricostruzione” ed evitare che, ad ogni evento calamitoso di rilievo nazionale, vengano adottate discipline ad hoc, spesso non omogenee, che hanno portato ad un quadro giuridico nazionale “poco organico, frammentario, stratificato nel tempo, differenziato per territori e in continuo divenire”.In questo quadro, solo per chiarezza, le Ordinanze di protezione civile, emesse a seguito di dichiarazione dello stato di emergenza, contengono le deroghe (c.d. “poteri speciali”) consentite dalla legge Italiana e dalle Direttive europee.A scanso di equivoci, ed in particolare, non sono consentite deroghe ai principi in materia ambientale previsti dalle direttive europee (in verità non è consentita alcuna deroga della legge penale, delle leggi antimafia del Codice dei beni culturali etc.).La Regione Siciliana, come la Calabria e la Sardegna, hanno già dichiarato lo stato di calamità e richiesto al Governo nazionale la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale. La risposta all’evento calamitoso è coerente con gli strumenti previsti dalla legge.Non c’è nulla da inventare o sollecitare!”.

