A seguito del ciclone Harry che ha investito la Sicilia orientale e, in modo particolare il Messinese, tra il 19 gennaio ed il 21 gennaio e che ha causato indenti danni, Fausto Ridolfo presidente dell ‘associazione datoriale A.a.ci.m.-Claai, chiede lo stato di calamità, di emergenza e comunque un intervento immediato per attivare i ristori nei confronti di, imprenditori turistici, dei ristoratori, degli artigiani e degli agricoltori colpiti dalla ferocia del ciclone Harry, che ha creato danni alle strutture aziendali.
“Le imprese del territori, si trovano oggi a fronteggiare un ulteriore evento calamitoso che mette a rischio la tenuta stessa del tessuto produttivo”.
Per cercare di uscire dall’emergenza nel più breve tempo possibile “al di là delle procedure burocratiche e delle diverse normative applicabili Fausto Ridolfo presidente dell’A.a.c.im.-Claai, ritiene urgente che le istituzioni mettano in campo subito degli aiuti specifici ed efficaci a difesa delle imprese e dell’occupazione. Di fronte alla devastazione che in queste ore sta colpendo diverse aree della nostra regione, e in particolare i centri costieri flagellati da mareggiate di violenza inaudita, non c’è tempo per la burocrazia ordinaria. Oltre a richiedere lo stato di crisi per calamità naturali per questi fenomeni bisogna anche creare uno strumento normativo a carattere regionale per poter richiedere degli aiuti, soprattutto per chi, oltre al danno in sé, subisce anche un’interruzione, anche solo parziale, della propria attività produttiva.

