Il “campo largo” in Sicilia potrebbe diventare un “campo divaricato”. Il tentativo è quello di Cateno De Luca di “divaricare” l’alleanza progressista del centro-sinistra, dopo che si è chiusa la porta del centro-destra.
Piuttosto che rimanere isolato e fare la fine dell’eterno secondo e dell’eterno sconfitto, se volete, ha pensato bene di aprirsi alla coalizione di centro-sinistra, con la quale condivide di fatto gli stessi “insuccessi”.
E la presenza di alcuni rappresentanti del “campo largo”, cui è seguita una polemica accesa con prese di distanze e smentite su possibili accordi, è la rappresentazione plastica di un “campo fermato” che inizia a prendere forma. Sembra una contradizione, ma è proprio così. Un campo “divaricato” o se volete “deformato”, spinto dalla necessità di mettere assieme le forze di chi pensa di conquistare la Sicilia alle prossime regionali. La novità di rilievo è che Cateno De Luca non pone al centro dell’accordo il “sé”, come è sempre solito fare, ma mette a disposizione della coalizione i suoi consensi elettorali. Che non sono più quelli del 2022. Il Partito di De Luca è in picchiata soprattutto a Messina, dove il malcontento è galoppante.
Certo, De Luca è il “principe” della bugia e c’è da credere che l’impegno di non mettere se stesso al centro dell’accordo, verrà sistematicamente disatteso.
E poi c’è Controcorrente di Ismaele La Vardera, il movimento che ha drenato consensi proprio a De Luca e che difficilmente si siederà allo stesso tavolo dello “Sciamano del Nisi”.

