Il ciclone Harry che da ieri pomeriggio imperversa sul versante dello Ionio, sta mettendo a nudo la fragilità di un territorio abbandonato dalle amministrazione comunali e provinciali.
Una situazione di emergenza che, per fortuna non sta causando danni alle persone, perché sono state adottate preventivamente le contromisure, ma che sta mettendo a nudo come il territorio sia fragile. Lo dimostrano le immagini fotografiche e i video che stanno inondano la Rete, di come le coste siano “sfregiate” dalle mareggiate che si scagliano contro strade e case.
Questo evidenzia come, soprattutto negli ultimi otto anni (coincidenti con l’avvento di Cateno De Luca), si sia prodotte solo tante chiacchiere e nessun fatto concreto. La corsa per proteggere le coste si è materializzata con la creazione di barriere di sabbia che, com’era logico attendersi, sono state spazzate dalla furia del mare.
E il clou del ciclone deve ancora manifestarsi nelle prossime ore. Le barriere soffolte, quelle che che avrebbero dovuto contenere la forza del mare, non sono state create preventivamente, benché vi fosse una immensa disponibilità di soldi nell’ambito del PNRR. Ma le amministrazione hanno pensato ad altro, magari a realizzare piste ciclabili o parcheggi.
E la natura sta presentando un conto molto salato.

